Manifestazioni, una legge per punire chi danneggia edifici e monumenti Contro i danni causati durante i cortei, il vicesindaco Sveva Belviso propone una soluzione: creare una nuova fattispecie di reato di danneggiamento di edifici pubblici, storico-artistici o di culto con reclusione da 6 mesi a 3 anni procedendo d'ufficio e introducendo una nuova aggravante per chi danneggia in occasione di manifestazioni pubbliche autorizzate. In più, divieto di sospensione condizionale della pena per rendere certa l'applicazione della pena detentiva. La proposta è stata illustrata nell'incontro «Come difendere la nostra città», dove si è discusso delle misure da adottare per scongiurare il ripetersi dei gravi danneggiamenti avvenuti a Roma nel corso della manifestazione degli Indignati il 15 ottobre. «Oggi il reato di danneggiamento - ha spiegato Belviso - prevede un'ammenda di 309 euro e non possiamo più permettere che chi si macchia di reati gravi come quelli avvenuti il 15 ottobre se la cavi con così poco. E stato calcolato che quel giorno sono entrati in azione circa 500 black bloc ma di questi solo uno è in carcere e tre in attesa di giudizio. Da qui l'idea di costituire una proposta di legge, siamo disponibili a rivederla tecnicamente». Belviso ha sottolineato che «tra una ventina di giorni inizierà una raccolta di firme». All'incontro hanno partecipato il prefetto Giuseppe Pecoraro, il questore Francesco Tagliente, il segretario Uil Roma e Lazio Pier Paolo Bombardieri e il magistrato della Direzione distrettuale antimafia Roberto Staffa, il presidente Confcommercio Roma Giuseppe Roscioli e il comandante provinciale della Guardia di Finanza, generale Ignazio Gibilaro. «Sono favorevolissimo alla proposta del vicesindaco - così il questore Francesco Tagliente - Ci vuole attenzione verso chi vuole esercitare il diritto costituzionale a manifestare purché rispetti le regole. Serve invece uno stretto rigore per chi non si pone nelle norme, per chi non rispetta il divieto. L'atteggiamento di chi vuole devastare non è cambiato negli anni: non vedo differenze tra Genova nel 2001 e la manifestazione degli indignados a Roma, c'è stata un'organizzazione violenta mirata alla ricerca del danno». Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro: «Serve una regolamentazione del diritto di manifestare».
Roma. Pene più dure contro i vandali
Il vicesindaco di Roma, Sveva Belviso, ha proposto una legge per punire chi danneggia edifici e monumenti durante le manifestazioni. La legge prevede una nuova fattispecie di reato di danneggiamento di edifici pubblici, storico-artistici o di culto con reclusione da 6 mesi a 3 anni. La proposta è stata presentata nell'incontro "Come difendere la nostra città" e ha ricevuto il sostegno del questore Francesco Tagliente e del prefetto Giuseppe Pecoraro. La legge prevede anche un divieto di sospensione condizionale della pena per rendere certa l'applicazione della pena detentiva. La proposta è stata calcolata per essere firmata tra una ventina di giorni.
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