L'emeroteca della biblioteca trasloca nei locali dell'ex Cavallerizza di via Foldi. Ma i sindacati protestano Là dove nel 1848 furono ospitati cavalli e magazzino del feldmaresciallo Radetzky, dovrebbero finalmente trovare posto le migliaia di periodici della Biblioteca Braidense. Un'attesa durata anni per realizzare nella ex Cavallerizza in via Foldi 2 una grande emeroteca, che però non sarà come pensata in origine. L'accordo di valorizzazione firmato 1121 settembre a Roma da Direzione regionale per i beni culturali della Lombardia, Biblioteca Braidense e Fai ha stabilito una coabitazione tra la sezione dei periodici della biblioteca e gli uffici del Fondo ambiente italiano per nove anni. Una coabitazione che sta stretta alle organizzazioni sindacali Usb, Cgil, Uil, Confsal che l'hanno bollata come «svendita del patrimonio culturale» e che stanno studiando iniziative, dopo lo sciopero del 19 ottobre. L'edificio è stato assegnato dal Demanio alla biblioteca nel 1998 e dal 2003 il ministero dei Beni culturali ha finanziato l'intervento di restauro a firma di Vittorio Gregotti per complessivi 7 milioni di euro. L'immobile, 6.500 mq, avrebbe dovuto contenere non solo i magazzini dei periodici che la Braidense possiede per la 1egge sul deposito legale, ma anche sale e uffici perla consultazione giornaliera Servizio che oggi la biblioteca garantisce in sede due volte alla settimana, poichè le collezioni sono conservate a Lacchiarella. «Con questo accordo - afferma Marina Zetti, coordinatrice regionale Usb - alla Braidense sono stati assegnati i due magazzini per il deposito delle testate, circa 2.350 mq, mentre il restante spazio sarà destinato al Fai per i propri uffici e l'ultimo piano sarà dedicato all'organizzazio-ne di eventi. Così il servizio di consultazione resterà com'è adesso». Di fronte alle difficoltà di gestire un patrimonio che ogni anno si accresce di 55mila fascicoli «1'accordo, intelligente e utile, apre la porta - secondo Ilaria Borletti Buitoni, presidente del Fai - alla collaborazione tra pubblico e privato a vanta o di tutti. Il Fai, invece di un affitto, sosterrà le spese di gestione ordinaria dell'edificio, la Biblioteca Braidense non pagherà il deposito a Lacchiarella e insieme sarà studiato un piano di dodici eventi». È sul risparmio dei costi e sul piano di valorizzazione che si appuntano le perplessità dei sindacati perchè «i 100mila euro di affitto risparmiati dal deposito a Lacchierella - dichiara Marina Zetti - serviranno comunque per le spese di gestione straordinaria della ex Cavallerizza».