Gli aiuti. «Da cinque a 10 milioni l'anno di investimenti Saremo gli ambasciatori della città sepolta» L'incentivo. «In Francia mecenatismo favorito dalla legge che consente risparmi sulle tasse» Intervista La presidente dell'Epadesa: per le aziende francesi un'occasione per crescere Joelle Ceccaldi Raynaud è presidente dell'EPADESA, l'ente che amministra il distretto finanziario La Defense a Parigi che ha garantito finanziamenti di restauri per 5-10 milioni l'anno negli Scavi di Pompei, ed è una delle tre donne - insieme alla direttrice del Museo Maillol di Parigi, l'italofrancese Patrizia Nitti e alla senatrice del Pdl Diana de Feo - che hanno sostenuto la realizzazione dell'accordo Mibac-Unesco che favorirà gli investimenti privati nel sito archeologico. Come nasce l'Interesse dell'EPADESA per Pompei? «È innanzi tutto una storia di amicizia: conosco Patrizia Nitti da molti anni, da quando dirigeva il Museo du Luxembourg. La sua forza di persuasione mi ha convinta della necessità di salvaguardare Pompei e dell'interesse dell'EPADESA a mobilitarsi a tale fine. Ora tocca a noi mettere in atto il nostro potenziale affinché le imprese della Defense partecipino al restauro di Pompei. Sarà un bel simbolo vedere una città nuova, creata dal nulla alla fine degli anni 50 contribuire al rinascimento di una città antica». Che cosa porterà questo progetto alle imprese della Defense? «Il mecenatismo in Francia rappresenta innanzi tutto un'opportunità finanziaria: la legge francese dell'agosto 2003 sul finanziamento ad alcune associazioni o Fondazioni, infatti, offre alle imprese il 60 di abbattimento di tasse limitate allo 0,5 della cifra d'affari. Ma con la crisi che ci colpisce da quattro anni, nessuna società, nessuna impresa, nessuna persona può continuare a vivere nella sua sfera senza preoccuparsi degli altri. Dobbiamo ripensare i nostri modelli socio-economici e considerare di più il fattore umano con tutte le ricadute positive, comprese quelle economiche, che ci può portare. Quando un'impresa installa la sua sede alla Defense, significa che intende proiettarsi sul mercato mondiale e che ha vocazione a esercitare un'azione internazionale che va al di là del solo criterio del volume d'affari. È importante che il mondo economico si associ a progetti culturali, perché partecipare a una tale avventura, per un'impresa, significa portare dei valori umani, portare un'ambizione culturale, valorizzarsi fortemente agli occhi del consumatore suscettibile di comprare i suoi prodotti o di sollecitare i suoi servizi». Come intendete intervenire ? "L'EPADESA non è un'impresa, e nemmeno un raggruppamento d'imprese tipo la vostra Confindustria. Siamo un'organizzazione pubblica dello stato, la cui azione si concentra su un perimetro chiaramente definito, la Defense Seine Arche, che si limita a delle prerogative precise. Non possiamo dunque intervenire sui nostri fondi propri, ma abbiamo costituito un legame, un organo di trasmissione in modo da federare un massimo d'imprese in Francia e nel mondo a favore di questo progetto. La Défense e le sue 2500 imprese costituiscono un fermento naturale e un potenziale finanziario indiscutibile. Conosciamo l'importanza del mecenatismo in qualsiasi progetto culturale e questo di Pompei non potrebbe concretizzarsi con soli fondi pubblici. E a questo stadio che devono intervenire un massimo di partners privati. Saremo gli ambasciatori della causa Pompei nell'ambito delle imprese del nostro territorio, al fine di sollecitare il loro contributo e coordinare la loro partecipazione. L'indicazione dell'EPADESA come partner di una tale causa costituirà in qualche modo il suo segno di qualità e sarà una garanzia della credibilità economica del progetto». Quali sono i vostri impegni? «Credo innanzitutto che l'essenza stessa del progetto non sia di costringere i suoi partners odi valutare la loro azione su una griglia di cifre piuttosto riduttiva. Si tratta piuttosto di fare in modo che ognuno porti il suo contributo in funzione delle proprie competenze, delle sue possibilità, delle sue capacità e del suo campo d'azione. Per quello che concerne I'EPADESA, questo progetto corrisponde all'essenza stessa dell'operato della Defense: la Defense non è solamente un quartiere d'affari, ma un luogo dove si concentrano tutte le attività e la creatività umane, e la cultura in primo luogo. Prendiamo dunque il massimo impegno nel farci strumento di comunicazione di questa vasta operazione e nel riunire regolarmente le nostre imprese intorno ad un tavolo per sensibilizzarle a questo progetto. Solo scambiando e dialogando con le imprese, potremmo definire le modalità di azioni concrete».
Imprese e cultura, il patto per Pompei una sfida anti-crisi
L'ente pubblico EPADESA, che amministra il distretto finanziario La Defense a Parigi, ha sostenuto la realizzazione dell'accordo Mibac-Unesco che favorirà gli investimenti privati nel sito archeologico di Pompei. L'EPADESA ha costituito un legame con un organo di trasmissione per federare un massimo d'imprese in Francia e nel mondo a favore di questo progetto. La Défense e le sue 2500 imprese costituiscono un fermento naturale e un potenziale finanziario indiscutibile. L'EPADESA intende essere gli ambasciatori della causa Pompei e sollecitare il contributo delle imprese della Defense.
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