L'arte contemporanea a Milano è un malato grave per il quale si sta cercando la cura. La città è in una fase cruciale, di transizione dalla gestione Morditi a quella Pisapia, a sei mesi dal suo mandato. Stefano Boeri, poco prima del "divorzio" col Sindaco, rientrato con la conferma delle deleghe su Cultura, Moda e Design e la perdita di quella per l'EXPO, aveva annunciato le prime dieci idee per "rigenerare la cultura a Milano. A partire dal ridare un'identità distintiva (finalmente!) ai luoghi storici come Palazzo Reale e PAC, ad oggi diretti entrambi dal "tenutario" (parola dell'aforista Achille Bonito Oliva) Domenico Piraina. Alla regia come direttore artistico sul contemporaneo aveva nominato il critico Francesco Bonami. Anche nell'arte in Italia vige la par condicio: Germano Celant vs Achille Bonito Oliva, Vittorio Sgarbi vs Bonami al "Quarto Polo". Aveva anche precisato che la collaborazione sarebbe stata "senza oneri per l'amministrazione". Consolante, visto che Bonami è già direttore di più istituzioni sparse in lungo e in largo perla penisola: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Enel Contemporanea, Fondazione Pitti Immagine Discovery. Preoccupante, visto che una grande fetta di "addetti" nell'arte spesso non vengono retribuiti, perché impera la formula "pro bono". Ora che è tornato al timone della cultura milanese, ci chiediamo se sia convinto che si possa sovrintendere la direzione artistica di una grande città a "tempo perso". Di contro Davide Rampello, Presidente della Triennale, in scadenza di contratto a fine anno, ma con un prossimo incarico nel comitato tecnico-scientifico del Forum delle Culture della Regione Campania, si è lamentato del fatto che non sia "possibile occuparsi a tempo pieno, otto ore al giorno per 365 giorni all'anno della Triennale solo per 1600 euro al mese". Bonami volontario vs Rampello che batte cassa. Viene da chiedersi a cosa servano le scuole di management culturale, i corsi universitari, i master di specializzazione, l'esperienza decennale. Forse, nella cultura, a poco, visto che nel nuovo governo di tecnici, il neo ministro dei Beni Culturali è l'unico non tecnico. Almeno, per ora, ha il portafoglio.
Bonami a Milano. Direttore a tempo perso
La città di Milano sta attraversando una fase cruciale nella gestione della cultura, con la transizione dalla gestione Morditi a quella Pisapia. Stefano Boeri, nuovo direttore artistico del contemporaneo, ha annunciato le prime dieci idee per "rigenerare la cultura a Milano", ma la sua esperienza e le sue capacità sono state messe in discussione. Il critico Francesco Bonami, nominato direttore artistico, ha già lavorato con diverse istituzioni e ha ricevuto una retribuzione per il suo lavoro. Davide Rampello, Presidente della Triennale, ha lamentato di non poter occuparsi a tempo pieno della sua carica a causa del basso stipendio.
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