Bari riavra finalmente il suo museo nel complesso di Santa. Scolastica Primi interventi per 1 milione e 900mila euro La prima pietra del muro che separa Santa Scolastica, nel cuore del centro storico di Bari, dal porto è stata tolta ieri mattina. Così Provincia, Regione e ministero per i Beni culturali hanno dato il via ai lavori di ristrutturazione del Museo archeologico che cominciano ufficialmente oggi e si concluderanno tra 290 giorni. Il progetto prevede, con uno stanziamento di un milione e 900mila euro, la realizzazione di un percorso «art-way» che partirà dal nuovo accesso davanti al porto per raggiungere via Venezia. All'interno di questo corridoio virtuale ci saranno l'info point, la biglietteria, la caffetteria (che sarà aperta anche di sera, indipendentemente dagli orari del museo), il bookshop. Sulle pareti saranno proiettate immagini del museo e saranno allestite teche con le opere in esposizione, secondo un ordine ben preciso. I visitatori potranno conoscere i resti della Bari bizantina (la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo), o visionare le ceramiche e i reperti in pietra del XVIII secolo a. C. , i corredi funerari di età arcaica (VI secolo a. C.) e quelli di età classica (V secolo a. C.), epigrafi di età romana. Mediante sistemi di comunicazione multimediale saranno inoltre presentati i possibili itinerari di visita nel centro storico. L'intervento prevede l'eliminazione delle barriere architettoniche presenti lungo il percorso con la sistemazione anche di passerelle in legno, per salvaguardare i pavimenti storici. Insomma un tour panoramico con percorsi definiti da strutture metalliche e vetro, che si snoderà dall'interno all'esterno, fino a raggiungere l'area degli scavi di San Pietro. Una sorta di anteprima delle collezioni del Museo archeologico in previsione del futuro allestimento che interesserà sia i piani superiori che la nuova ala museale da realizzare in piazza San Pietro. E proprio in quest'ultima zona, che si sviluppa su una superficie di 5mila e 600 metri quadrati, saranno riprese le ricerche nel sottosuolo interrotte nel 2005 e i reperti saranno raccolti e catalogati. Il tutto propedeutico alla progettazione del nuovo padiglione che sarà collegato al complesso. Si procederà invece con questo appalto alla ristrutturazione degli ambienti situati al primo e al secondo piano da destinare a sale espositive, per ospitare quasi 3omila reperti (tra cui corredi funerari dell'età del Bronzo, monete di età classica e medievale), oltre che alla sistemazione degli impianti tecnologici ed elettrici. L'intero progetto mira a fare raccontare a tutti quegli oggetti scoperti nel tempo la storia di Bari e della Puglia. Ad aggiudicarsi i lavori l'Ati (associazione temporanea di imprese) costituita dalle ditte Modugno di Capua, in provincia di Caserta, e Resta di Bari. «Con Santa Scolastica - ha detto il presidente della Provincia di Bari Francesco Schittulli - abbiamo ereditato un museo da ristrutturare, 30 mila reperti chiusi in deposito e una situazione di stallo amministrativo che aveva impantanato il tutto facendo spendere all'amministrazione provinciale circa 400 mila euro senza mai aprire il cantiere. Già fra 300 giorni - ha continuato - saremo in grado di restituire ai baresi, ai pugliesi, ai turisti la possibilità di fruire di una parte del Museo archeologico». Il ministero ha inoltre stanziato altri 93omila euro con i quali si procederà all'ampliamento delle aree espositive al piano terra e al restauro delle strutture archeologiche presenti nei cortili e nel bastione di Santa Scolastica. II Museo archeologico è chiuso da 15 anni. Il milione e 9oomila euro è stato stanziato dalla Regione nel 2004. In un primo momento era stato bandito dalla Provincia, durante la gestione Divella, un concorso di idee per il restyling del museo, ma il progetto vincitore non ha mai ottenuto l'ok da parte del ministero. La sovrintendenza ha quindi redatto un proprio progetto. «Quindici annidi attesa sono tanti - ha aggiunto il vicepresidente della Provincia, Nuccio Altieri - oggi noi vogliamo dimostrare che grazie alla sinergia e all'impegno delle istituzioni, la cultura in tempi di crisi si può fare. Questo diventerà un punto di riferimento per i visitatori. Sarà aperto anche un ristorante che affaccerà direttamente sul porto». Ma quello che inizierà oggi sarà solo il primo stralcio. II completamento dell'intero edificio necessita di 15 milioni di euro che la Provincia cercherà di reperire dai fondi europei. «Sono passati sette anni dallo stanziamento della Regione - ha spiegato l'assessora regionale all'Urbanistica Angela Barbanente - oggi finalmente abbiamo messo la prima pietra. Il rischio era di vedere degradare una struttura così importante». Isabella Lapi, direttrice per i Beni culturali e paesaggistici che ha ereditato il progetto dal suo predecessore Ruggiero Martines, ha precisato l'intenzione di conservare la gestione pubblica del museo. Il progetto è stato redatto dall'architetto Francesco Longobardi e da Teresa Elena Cinquantaquattro, soprintendente per i Beni archeologici di Napoli e Pompei, sotto la supervisione di un comitato scientifico.