Ad un mese e mezzo dall'11 ottobre scorso, quando sei camionette della polizia l'hanno impedita con la forza, l'assemblea alla biblioteca nazionale di Roma per il rilancio della cultura in Italia si è tenuta ieri nell'aula magna del colosso che sorge in via Castro Pretorio. Finalmente la Cgil, l'associazione bibliotecari italiani (Aib), il Forum del libro, gli scrittori della generazione Tq e il Teatro Valle occupato sono riusciti a prendere parola-contro i tagli che rischiano di soffocare il paese. «Non vorrei esagerare nelle previsioni - ha detto il presidente dell'Aib Stefano Parise - ma il sistema bibliotecario è sull'orlo di un baratro. Invocarne però il salvataggio solo in virtù del suo passato, è pericoloso. Prima che patrimonio culturale, le biblioteche sono un servizio al cittadino». Le ultime due finanziarie del governo Berlusconi l'hanno messo in ginocchio. Dal 2005 al 2009 la spesa per la gestione delle 46 biblioteche statali è passata da oltre 30 milioni di euro a poco più di 17. Negli ultimi due anni il bilancio è stato ridotto del 30, mettendo a rischio 5 mila biblioteche territoriali. Senza contare i danni che sta creando il decreto Levi sullo sconto per l'acquisto dei libri. Non è ancora chiaro se il governo Monti confermerà i tagli in vigore dal 2012. In questo caso, l'intero settore avrà 4 mila lavoratori in esubero. Con il pensionamento in massa dei dipendenti, e il blocco del turnover, non ci saranno assunzioni per i prossimi 7 anni. Il neo-ministro dei Beni culturali, Lorenzo Omaghi ha deciso di effettuare 300 assunzioni a livello nazionale, ma è una goccia nel mare. La Cgil chiede la cancellazione dei tagli sull'organico e l'assunzione degli idonei ai concorsi. In tutta Italia sono stati assunti 25 custodi, solo 3 nel Lazio. «Alla Nazionale di Roma siamo passati da 315 unità nel 2004 a 230 nel 2012, mentre in quella di Parigi sono oltre 2 mila a lavorarci - afferma Carlo Tempestini della Rsu -'Tra poco non avremo i fondi per il riscaldamento, la luce, mentre la richiesta dei libri termina alle 14,30». A Roma in sei anni i lettori sono diminuiti da 272.684 a 180.264 nel 2010. Aumenta invece la consultazione dei periodici passata da oltre 14 mila a quasi 18 mila. «Rispecchia - spiega Ruggero Giacomelli della Rsu della Nazionale - un cambiamento. Oggi i lettori sono sempre più specializzati e poco interessati a tematiche al di là dei loro interessi. Si rivolgono sempre più al marketing, al fashion o al consumo». Tutte le proposte per il rilancio erano ieri incentrate sul ruolo pubblico delle biblioteche. L'Aib sta lavorando a un coordinamento con i musei e gli archivisti. «Le biblioteche potrebbero diventare luoghi per il co-working e il co-projecting oltre che un presidio della democrazia sui nostri territori. Non bisognerebbe escludere una loro occupazione simbolica». Per Marino Sinibaldi, direttore di Radiotre, il modello inglese di «biblioteca pubblica» è essenziale «per imporre un'immagine diversa di un paese che da 30 anni è ostaggio di un oscurantismo culturale provocato dalla tv generalista Oggi questo modello è crollato, le biblioteche possono essere un antidoto alla devastazione». Nel frattempo, il Valle ha organizzato una maratona artistica nella storica libreria romana «Croce» che ieri è stata chiusa dopo Bibli a Trastevere. Anche l'indipendenza dei librai è tenuta in ostaggio dall'austerità.
ROMA - Dopo 50 giorni alla Nazionale torna la democrazia. Un presidio contro i tagli
Ieri si è tenuta all'aula magna del Colosseo una manifestazione per il rilancio della cultura in Italia. La Cgil, l'Aib, il Forum del libro, gli scrittori della generazione Tq e il Teatro Valle occupato hanno chiesto il salvataggio del sistema bibliotecario, minacciato dai tagli del governo. Il presidente dell'Aib, Stefano Parise, ha detto che il sistema bibliotecario è sull'orlo di un baratro e che le biblioteche devono essere viste come un servizio al cittadino. Il governo Monti ha deciso di effettuare 300 assunzioni a livello nazionale, ma è considerata una goccia nel mare.
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