Coinvolti imprese, enti pubblici e privati Innanzitutto i soldi. Prime sfide per l'associazione che propone Venezia capitale della cultura per il 2019. L'adesione al sodalizio prevede anche un contributo a partire da 5mila euro: un invito a fondazioni bancarie, associazioni di categoria e soggetti imprenditoriali del Nordest. VENEZIA Il criterio scelto - quasi fosse un imperativo - è quello di "partire dal basso": coinvolgere le realtà culturali, le istituzioni, gli enti locali, le fondazioni bancarie. Una sorta di grande "joint-venture" con un obiettivo: unire i territori, le esperienze e le proposte per uno scopo comune: trasformare il Nordest in un "tessuto culturale" in grado di affrontare le sfide di Venezia Capitale della Cultura per il 2019. E tanto per iniziare, malgrado una congiuntura economica pesante, il progetto si sta mettendo a punto. L'associazione che porta il nome della proposta interregionale, e alla quale hanno aderito i soci promotorifondatori (Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Comune e Provincia di Venezia) ha già lanciato le prime sfide. Così, lunedì scorso, nelle stanze di Palazzo Balbi, è stato stabilito che, oltre all'adesione formale al quale tutti potranno fare riferimento, vi sarà anche un "contributo" - una sorta di "donazione" - rivolto in particolare alle fondazioni bancarie, alle associazioni di categoria, ai soggetti imprenditoriali che operano nel tessuto delle Tre Venezie, che potrà consentire di avviare anche finanziariamente il progetto. L'ipotesi è quella di partire da una "base" di cinquemila euro, ma si potrà anche aderire con fondi ed elargizioni maggiori eo minori venendo incontro a chi, ovviamente non dispone di grandi cifre. «Ci rivolgiamo al territorio - spiega il vicepresidente della Regione, Marino Zorzato - per costruire una sorta di "piattaforma metropolitana" condivisa, con progetti e iniziative di largo respiro. E per fare questo c'è bisogno di tutti. Quello che ci interessa è giungere all'appuntamento con le carte in regola proponendo un sistema connesso che abbraccia territorialmente ben tre regioni». Una sfida senz'altro complicata soprattutto per mettere d'accordo realtà socio-politiche ed economiche diverse, ma che - in qualche modo - porta a configurare nei fatti un assetto da "macroregione" con un peso specifico (e politico) considerevole. Ed è questo un primo passo, proprio al compimento del primo anno di vita. Come si ricorderà i primi passi dell'operazione 2019 vennero mossi nell'ottobre dell'anno scorso con il "patto" tra gli enti locali fondatori. Ora ci sarà da lavorare per il cosiddetto "cronoprogramma" con una squadra composta da un consiglio direttivo formato da 18 rappresentanti degli enti locali coinvolti guidati da un coordinatore (Innocenzo Cipolletta) e con un comitato ;cientifico composto da un pool li esperti e intellettuali (Riccarlo Calimani, Peter Paul Kainrach, Gabriella Belli, Antonio Paoletti, Cesare De Michelis, Paola Severini). Nel ruolo di direttore stato chiamato l'ex assessore veneziano, Maurizio Cecconi. «Dobbiamo lavorare insieme - sottolinea ancora Zorzato - E ora occorre andare sul territorio, coinvolgere la cittadinanza, gli imprenditori, gli enti locali, le istituzioni economiche, le fondazioni e le università del Nordest ed elaborare un progetto che "ridisegni" il nostro territorio, che consenta a tutti di mettersi in rete (musei, biblioteche, esperienze imprenditoriali, rilancio economico e sviluppo delle infrastrutture, garantire la ricerca e la formazione)». Sarà un percorso lungo - e alquanto periglioso - non solo per la concorrenza di oltre venti città italiane (tra le quali L'Aquila, Ravenna, Matera, Bergamo, Siena e molte altre), ma anche per la necessità di seguire un "programma" che, nell'arco dei prossimi due anni possa consentire a Venezia e al Nordest di partecipare, come necessario, al bando di candidatura previsto nel 2013 dal ministero per i Beni culturali. Solo allora si capirà se Venezia potrà realmente gareggiare. Poi la parola spetterà a una giuria di esperti internazionali che dovrà valutare il "messaggio di Venezia" e solo nel 2015 si arriverà alla designazione. L'ultima parola spetterà poi al Parlamento europeo che sceglierà, tra quelle italiane, la candidatura più consona. «Noi ci saremo - avverte Zorzato - Finora abbiamo raccolto, anche materialmente, i progetti sorti quasi spontaneamente su Venezia Capitale della Cultura. Da adesso facciamo ancora più sul serio».
Venezia "capitale della cultura", una colletta per sostenere l'idea
L'associazione "Venezia Capitale della Cultura" ha lanciato un'operazione per coinvolgere imprese, enti pubblici e privati nel progetto di trasformare il Nordest in un "tessuto culturale" per il 2019. L'adesione prevede un contributo di almeno 5.000 euro, che può essere rivolto alle fondazioni bancarie, alle associazioni di categoria e ai soggetti imprenditoriali del Nordest. L'associazione ha già lanciato le prime sfide, stabilendo un "cronoprogramma" con un consiglio direttivo e un comitato scientifico. Il progetto si sta mettendo a punto, nonostante una congiuntura economica pesante.
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