Più tecnico di così non si poteva. Lui, del ministero di via del Collegio Romano, conosce a menadito tutto: macchina amministrativa, angoli polverosi, ogni volto fino all'ultimo degli uscieri. In oltre trent'anni di carriera lo ha diretto, il ministero per i Beni culturali, ne è stato Segretario generale (nominato da Bondi), soprintendente (più volte), direttore e chi più ne ha più ne metta, compreso l'ultimo incarico di Commissario straordinario per l'area archeologica di Roma e Ostia antica (c'è la sua firma sull'accordo con l'imprenditore Diego Della Valle per l'operazione-Colosseo). Si può insomma dire, con metafora, che del Mibac è il simbolo: interno, apicale, non politico. Per cui non stupisce la sua nomina a sottosegretario nel governo Monti. Nome: Roberto Cecchi. Formazione: architetto. Anagrafe: fiorentino, 62 anni. Mission (impossible?): tutelare paesaggio e patrimonio culturale in tempi di buia crisi.
Cecchi, il supertecnico al Mibac
Più tecnico di così non si poteva. Lui, del ministero di via del Collegio Romano, conosce a menadito tutto: macchina amministrativa, angoli polverosi, ogni volto fino all'ultimo degli uscieri. In oltre trent'anni di carriera lo ha diretto, il ministero per i Beni culturali, ne è stato Segretario generale (nominato da Bondi), soprintendente (più volte), direttore e chi più ne ha più ne metta, compreso l'ultimo incarico di Commissario straordinario per l'area archeologica di Roma e Ostia antica (c'è la sua firma sull'accordo con l'imprenditore Diego Della Valle per l'operazione-Colosseo). Si può insomma dire, con metafora, che del Mibac è il simbolo: interno, apicale, non politico. Per cui non stupisce la sua nomina a sottosegretario nel governo Monti. Nome: Roberto Cecchi. Formazione: architetto. Anagrafe: fiorentino, 62 anni. Mission (impossible?): tutelare paesaggio e patrimonio culturale in tempi di buia crisi.
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