Un piano triennale finanziato con i 105 milioni di euro europei per portare gli Scavi fuori dall'emergenza, un piano di investimenti privati per «rigenerare» il territorio che circonda l'area archeologica, non soltanto quella di Pompei, e trasformare i cinque milioni di turisti mordi e fuggi in portatori di ricchezza. I due binari paralleli su cui scorre il piano di salvataggio per Pompei partono entrambi da Parigi con la firma della convenzione Unesco-Mibac e della lettera d'intenti tra Regione Campania, Unione industriali e Associazione costruttori. I due accordi sono stati illustrati in una conferenza stampa nella sede dell'Istituto Italiano di Cultura dall'ambasciatore consigliere Unesco Francesco Caruso, dal governatore Stefano Caldoro, dai presidente dell'Uin Paolo Graziano e dell'Acen Rodolfo Girardi. Nella sede centrale dell'Unesco, che insieme all'Ue ha avuto un ruolo fondamentale in una strategia che ha visto mobilitati e coinvolti più soggetti, è stata sottoscritta la convenzione - per il nostro governo firmerà appena possibile il neo-sottosegretario Roberto Cecchi - che stabilisce la collaborazione, per i prossimi nove mesi, di tutto lo staff tecnico dell'agenzia delle Nazione Unite nei progetti che ministero e Soprintendenza metteranno in atto per Pompei. Ma non solo. «Si tratta di un atto - ha spiegato Caruso - che stabilisce anche il ruolo di "facilitator" dell'Unesco tra investitori italiani e stranieri e sponsor per Pompei. Abbiamo già ricevuto la disponibilità del gruppo francese dell'Epadesa per quanto riguarda gli interventi intramoenia, quella di Unione Industriali e associazione costruttori per l'extramoenia». Subito dopo Caldoro, Graziano e Girardi hanno firmato l'accordo per dare il via al piano di interventi nella cosiddetta «buffer zone», la zona tampone all'esterno dell'area archeologica identificata dall'Unesco, che verranno realizzati con gli investimenti privati. «Pompei è un immenso attrattore turistico culturale ma il contesto territoriale esterno è il peggiore per un'area in cui gravitano 5 milioni di turisti ogni anno. Con l'accordo - ha spiegato Caldoro - vogliamo rispettare le prescrizioni dell'Unesco a normalizzare il territorio secondo i migliori parametri mondiali». «Il nostro progetto - ha detto Girardi - vuole mettere in rete tutti i siti archeologici allargando a 7500 ettari di territorio il potenziale attrattore degli 800 ettari dell'area archeologica». Per Graziano occorre «mettere insieme intorno al bene archeologico un sistema di attrattori che verta su turismo classico, accoglienza, intrattenimento e crociere, e un intervento sulle infrastrutture d'accesso. Difficoltà economiche non ci sono, abbiamo avuto molte manifestazioni d'interesse da imprenditori italiani e stranieri. La vera sfida, adesso, è mettere a punto il modello normativo per dar corpo agli interventi e rappresentare anche ad altre imprese l'opportunità di investimenti». Di pari passo con gli imprenditori napoletani si muoveranno le 2500 grandi industrie internazionali confederate nell'Epadesa: «Subito dopo il crollo della Schola Armaturarum abbiamo accettato con entusiasmo l'invito a scendere in campo che ci è venuto dalla direttrice del Museo Maillol Patrizia Nitti - spiega Philippe Chaix, ceo del Consorzio - abbiamo ritenuto opportuno che la nostra presidente Joelle Ceccaldi si recasse a Roma ad offrire la nostra disponibilità ad investire a Pompei. Ci sembra giusto che la Defense, la città della tecnologia contemporanea del XXI secolo, tenda la mano alla città antica in difficoltà. Da oggi noi siamo pronti a partire: in fase iniziale il nostro finanziamento sarà di 5-10 milioni l'anno senza limite di tempo. Mobiliteremo tutte le imprese nostre consociate perché aderiscano a questo sforzo, in un circolo virtuoso di cui vogliamo essere il motore acceleratore». E un «appello-sollecitazione» ad intervenire con sponsorizzazioni private accanto agli interventi pubblici con progetti come «Adotta una domus» sul modello Della Valle-Colosseo è venuto anche da Caldoro che ha ricordato come nei prossimi anni la città e la Campania saranno sede di eventi internazionali come il Forum dell'Onu sulle città, il Forum delle Culture e ovviamente l'America's cup.
Pompei - Svolta per Pompei, pioggia di fondi privati
Il governo italiano ha firmato un piano triennale per salvare Pompei, finanziato con 105 milioni di euro europei. Il piano prevede l'investimento privato per rigenerare il territorio circostante l'area archeologica. L'accordo è stato firmato con l'Unesco e la Regione Campania. Il piano prevede la collaborazione tra l'Unesco e il ministero per gli scavi e la Soprintendenza di Pompei per i prossimi nove mesi. L'Unesco sarà anche il "facilitator" tra investitori italiani e stranieri e sponsor per Pompei. Gli investimenti privati sono stati garantiti da imprese italiane e straniere, tra cui il gruppo francese Epadesa e l'Unione Industriali.
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