Durissimo lo storico dellarte Montanari: "Che solo una funzionaria si sia opposta è un segno tristissimo dei tempi" E anche unoperazione, però, che vede favorevoli la soprintendenza, il ministero, e, salvo la direttrice del settore restauro, anche lOpificio delle pietre dure. Come lo spiega, professore? «Dobbiamo essere gratissimi a questa funzionaria che ha avuto il coraggio da vera civil servant di opporsi, a costo di pagare di persona, ai suoi stessi superiori, ovvero la soprintendenza, totalmente appiattita su istanze politiche, nazionali e locali. Una volta tanto il cuore stesso di una istituzione dice no, questa cosa non la faccio perché il mio mandato non è di distruggere, ma di difendere unopera darte». Secondo lei non bastano le garanzie fornite? Perché una soprintendenza dovrebbe esporsi una figuraccia? «Alla soprintendenza, e al sindaco Renzi, vorrei chiedere perché prima di imbarcarsi in una cosa del genere, non abbiano proceduto urgentemente al restauro di Palazzo Vecchio, che è in condizioni indecorose. Laltro giorno, visitandolo con Michelangelo Pistoletto, mi sono vergognato come fiorentino: gli affreschi della Sala degli Elementi e del Terrazzo di Saturno cadono a pezzi, i grandi affreschi di Cosimo I sono rovinatissimi, lo stesso Salone dei 500 è ingombro di mobili osceni e ha una illuminazione assurda, e si potrebbe continuare. Queste sono vere priorità». E dire che lei è andato a portare il suo contributo di operatore della cultura al Big bang di Renzi... «Sono felice che un sindaco si interessi di beni culturali, e penso che Renzi può avere la forza di cambiare le cose: ma a patto che non si dia al sensazionalismo. Il primo compito di un amministratore pubblico è la manutenzione, non il marketing culturale». Quanto al merito dellindagine, come storico dellarte ha una sua idea? «Certo, ed è che lì sotto Leonardo non cè. Al massimo si potrà trovare unombra di quello che fu il tentativo di affresco fatto dallartista, fra laltro non nella parete est dove si sta cercando, ma in quella opposta, dove secondo la maggior parte degli studiosi si trovavano gli scranni del governo sopra i quali, fa capire il Vasari, laffresco avrebbe dovuto trovarsi. Solo un tentativo, comunque: Leonardo cominciò e finì quasi subito, laffresco, come sappiamo, gli venne 'tutto colato, e anche la parte compiuta (la celebratissima zuffa di cavalieri) era assai compromessa. Del resto, se ci fosse stato qualcosa di pregevole, lo stesso Vasari, che amava molto Leonardo, sarebbe stato il primo a salvarlo, staccandolo e esponendolo nelle collezioni ducali e poi magari agli Uffizi. Di sicuro non avrebbe fatto costruire una intercapedine immaginando che nel futuro sarebbe stato possibile andarlo a ritrovare...Pensare una cosa del genere è indice di una mentalità da Codice da Vinci, non da storici dellarte». Non crede che anche solo lombra di unopera di Leonardo valga loperazione? «Mettiamo pure che si trovi unombra, appunto. Mi chiedo: come si procederebbe a quel punto? Per dare in pasto alle folle un fantasma firmato da Leonardo si farebbe fuori un capolavoro del Vasari? Che a tutto questo si opponga solo una funzionaria, e non una intera soprintendenza, un intero ministero, è solo il segno, tristissimo, di questi tempi».