FAVARA. Fortunatamente i calcinacci non hanno causato né danni né feriti Favara. «Emergenza continua e costante». Così il sindaco, Rosario Manganella, sabato scorso, intervenendo alla manifestazione popolare, aveva definito il problema dei crolli nel vecchio centro storico. E le apprensioni del primo cittadino, le ansie, le crescenti preoccupazioni, l'incubo di una situazione che sta assumendo contorni drammatici sono avallati dai continui crolli che puntualmente ormai oggi giorno si registrano a Favara. L'ultimo, in ordine di tempo, ieri mattina ed ancora una volta, fortunatamente, non ci sono stati danni a persone o a cose. A venire giù, tra le ore 7 e le 7.15, uno degli otto fregi a forma di capitello che contrassegnano, sotto l'ultimo cornicione, il prospetto della Madrice. Il masso è caduto in via Madrice, angolo Nino Bixio. In quel preciso istante, fortunatamente, non si trovava nessuno a passare. Un vero e proprio miracolo, altrimenti non ci sarebbe stato campo per nessuno, poiché la parte consistente del capitello (circa 10 kg) si è staccata da un'altezza di circa 15 metri. Subito avvertito il parroco, l'arciprete don Mimmo Zambito, prontamente sul posto, in piazza Vespri si sono precipitati gli agenti della Polizia municipale, i carabinieri della locale Tenenza e i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento. Mentre i vigili urbani hanno provveduto a chiudere la strada al traffico, i pompieri hanno verificato se vi fossero altre parti a rischio. Anche il sindaco Rosario Manganella e il vice sindaco Angelo Messinese, appena informati, si sono recati sul luogo preceduti dai collaboratori dell'Utc. Anche l'Ufficio Beni culturali dell'Arcidiocesi si è attivato con il sopralluogo disposto dal direttore don Giuseppe Pontillo e dell'ingegnere Giovanni Alaimo. Meno di 18 mesi fa, il 21 aprile del 2010, il parroco Mimmo Zambito con un'idonea ditta, aveva effettuato una verifica del prospetto e la pulizia delle erbacce. Già da oggi o al massimo domani si svolgerà alla Madrice un sopralluogo dei tecnici al quale parteciperanno anche i componenti del Consiglio Pastorale e del Consiglio dell'amministrazione Economica della Madrice, oltre che i consulenti della parrocchia. Don Mimmo chiede al sindaco e alle autorità competenti di accertare se ci possa essere un nesso tra questo crollo e gli scavi che si stanno effettuando in piazza Vespri con potenti mezzi meccanici per il passaggio della rete fognaria accanto ai vetusti e fatiscenti palazzi storici, nonché della due preziose chiese del 1700 (che hanno registrato delle lesioni), con il Palazzo Comunale, poste a corona del salotto buono della città, e la stessa chiesa Madre.