CRESPINA. Serviranno minimo 2 milioni di euro (anche se il sindaco Thomas D'Addona ne ipotizza il doppio) per recuperare e consegnare alla popolazione la chiesa di San Michele, dove sono stati scoperti affreschi di Giovan Battista Tempesti e su cui adesso Soprintendenza ai beni culturali di Pisa e Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, insieme al Comune, dovranno decidere cosa farne. Dopo il ritrovamento degli affreschi e della cappella di San Ranieri, situata dalla parte opposta di quella di San Michele, è stato rinvenuto anche il pavimento risalente al Settecento e un ossario su cui gli studiosi stanno indagando. Ieri i 3 enti coinvolti nell'operazione hanno aperto le porte della struttura da circa 1.500 metri quadrati per fare il punto della situazione e cominciare a capire il futuro di questa scoperta. «Il prossimo passo sarà quello di mettere in sicurezza le fondazioni - ha detto il sindaco - perché c'è il rischio che l'edificio possa franare verso la vallata». Fino a questo momento l'amministrazione comunale ha speso 650mila euro, di cui poco meno di 50mila prestati dalla Fondazione per effettuare le indagini su quel che c'era sotto l'intonaco. L'opera realizzata finora ha permesso di ricostruire il tetto (era franato) e di mettere la struttura in sicurezza. Almeno per effettuare lo studio del patrimonio artistico contenuto in quello che per anni è stato un teatro-cinema gestito dalle suore. Il concetto sulla "prospettiva", come spiegato da Dario Matteoni, della Soprintendenza, sarà quello dell'avanzamento per "lotti logici". Servirà un progetto in cui far coincidere una spesa gestibile con un progetto per l'utilizzo futuro dell'area remunerativo. «Del resto - ha sottolineato Mauro Ciampa della Fondazione - riceviamo innumerevoli richieste di supporto economico e tutte non le possiamo soddisfare e in ogni caso serve un'idea complessiva che possa dare un senso a l'investimento. In questo caso l'interesse è forte. Vedremo cosa poter fare per valorizzare questo edificio». Il Comune di Crespina aveva provato ad avanzare una richiesta di aiuto economico per recuperare la chiesa di San Michele addirittura al governo Prodi. Poi ha tentato con alcune fondazioni della zona ricevendo sempre risposte negative. Ma ora il quadro comincia a delinearsi, anche se molti aspetti artistici sono tutti da decifrare, per dare il giusto valore a una delle scoperte più importanti degli ultimi anni.