La soprintendente: il Comune ci ha chiesto di accelerare i tempi. Palazzo Vecchio: impatto minore di un restauro Il suo staff fa notare che in passato erano già stati staccati 24 metri quadrati dalla "Battaglia di Scannagallo" Temo che si rischi di creare dei danni come quelli fatti a metà degli Anni Settanta sulla parete opposta «Il via libera del ministero dei Beni culturali già cè stato in maniera informale, aspettiamo che da un momento allaltro arrivi anche quello per iscritto, ma non ci sono problemi». A metà pomeriggio la soprintendente Cristina Acidini prevede quello che succederà in serata quando al sindaco arriva la chiamata da Salvatore Nastasi, capo di gabinetto del ministero che conferma lok. Era stata la stessa soprintendente lo scorso 18 novembre a inviare una lettera al Mibac per chiedere lautorizzazione alle indagini diagnostiche proposte dallingegner Maurizio Seracini docente alluniversità di San Diego sulle ipotesi formulate in passato da una commissione di nomina ministeriale (era il 2007). Lipotesi è che il dipinto di Leonardo da Vinci sia localizzato in una intercapedine della parete est del Salone dei Cinquecento. Il fatto è che fino a qualche mese fa si parlava di unindagine non invasiva: quando è cambiato il progetto? «Io lho saputo soltanto nella riunione del 16 novembre a Palazzo Vecchio - risponde Cristina Acidini - quando lintervento con le microsonde ci è stato illustrato dal professor Seracini». Avete chiesto una documentazione scientifica? «Abbiamo esaminato quella che ci è stata mostrata, poi siccome il Comune ci ha chiesto di accelerare i tempi per rispettare laccordo che era stato preso, ho scritto subito la lettera al ministero. Gli esperti dellOpificio seguiranno tutte le fasi dellintervento per tutelare laffresco del Vasari». Quattro restauratori già ieri erano ad esaminare con Seracini la superficie della «Battaglia di Scannagallo». Per Palazzo Vecchio il ricorso alle microsonde non pone problemi di tutela per laffresco del Vasari. Problemi semmai potevano esserci con il «bombardamento nucleare» a cui Maurizio Seracini contava di ricorrere attraverso i suoi macchinari. Lo stesso sindaco Renzi, un mese e mezzo fa, è volato a Washington per convincere Seracini e il National Geographic a cambiare strada. I buchini per le microsonde, si spiega a Palazzo Vecchio, avranno alla fine un impatto minore di un restauro. E permetteranno di chiudere una volta per tutte uno dei grandi misteri della storia dellarte. Del resto, si fa notare dallo staff del sindaco, già qualche anno fa erano stati staccati 24 metri quadrati di dipinto e nessuno se ne era accorto. Le microsonde non lasceranno neppure tracce visibili del loro passaggio, assicurano. Non la pensa esattamente allo stesso modo il professor Massimiliano Pieraccini, docente di tecnologia per i Beni culturali alla facoltà di Ingegneria di Firenze, scrittore e soprattutto il ricercatore che nel 2003 costruì il radar per analizzare la parete est del Salone proprio per conto di Seracini: «E da quello studio che si è vista una discontinuità nella parete e dà lì è nato il dubbio di una possibile cavità. Ma un conto è sostenere questa cosa, ben altro intervenire con delle microsonde sulla parete affrescata». Una pausa e Pieraccini riprende: «Penso che si rischi di creare dei danni come quelli fatti a metà degli Anni Settanta sulla parete opposta che costarono allOpificio dieci anni di lavoro per il ripristino».