La microsonda sarà introdotta attraverso tre piccoli buchi sul dipinto che risale al 1557 Il primo tentativo non è andato per niente bene. Il piccolo foro effettuato sul retro della parete del Salone dei Cinquecento non ha dato i risultati sperati. Non ha permesso cioè alla minuscola sonda endoscopica di verificare se ci siano o no tracce della Battaglia di Anghiari dipinta da Leonardo da Vinci nel 1503. Ma la ricerca del professor Maurizio Seracini, che da 35 anni insegue il mitico affresco considerato perduto, non si ferma qui. Anzi, oggi la stessa sonda munita di minitelecamera di appena 5 millimetri verrà introdotta attraverso la Battaglia di Scannagallo realizzata da Giorgio Vasari nel 1557 probabilmente proprio sopra la Battaglia di Leonardo. Ma se l'intuizione di Seracini è giusta, prima di dipingere la sua impresa bellica lo stesso Vasari avrebbe fatto tirar su una sorta di sovrammattone per salvare quel che restava dei colori impastati dal genio di Vinci. Per saperlo una volta per tutte non resta che forare. Su indicazione e consulenza dell'Opificio delle Pietre Dure sono stati individuati tre punti dell'affresco vasariano che è possibile bucare senza provocare danni all'opera d'arte. Sono stati scelti infatti tre frammenti in cui la pellicola pittorica è già danneggiata, mancante o ridipinta in epoche abbastanza recenti. Da qui si potrà introdurre la sonda col compito di filmare al di là del muro senza compromettere Battaglia di Scannagallo. Per procedere a questa operazione è stato indispensabile comunque coinvolgere la sovrintendenza al polo museale fiorentino che ha inoltrato la richiesta al ministero dei beni culturali. Un intoppo di carattere burocratico ha fatto ritardare l'arrivo dell'autorizzazione alla "foratura" del Vasari . L'ok del Mibac è giunto solo ieri sera tardi e quindi solo oggi si potrà iniziare l'indagine vera e propria. L'intera campagna di ricerca è condotta dal professor Seracini su incarico dell'amministrazione comunale, che ha sua volta ha siglato un accordo con la National Geographic Society per il finanziamento del sofisticato intervento. Il contratto prevede 250mila dollari da versare in cinque anni, che Palazzo Vecchio potrà utilizzare per il restauro dei suoi beni artistici. In cambio la National Geographic si è assicurata i diritti di immagine dell'intera operazione. Il progetto di ricerca è finanziato invece dal Center of Interdisciplinary Science for Art, Architecture and Archaeology dell'Università della California di San Diego dove insegna Seracini.