Novi Park: nessuna violazione di legge Dopo le perizie si va verso l'archiviazione della denuncia presentata dagli ambientalisti. Tutelato solo il prato, che resterà Concluso dalla Procura della Repubblica il supplemento di indagini sul Novi Park, il parcheggio sotterraneo in costruzione all'ex ippodromo. I periti nominati dal procuratore capo Vito Zincani hanno depositato nei giorni scorso la loro consulenza che doveva rispondere ad una serie di quesiti posti dal gip Donatella Donati, che aveva respinto una richiesta di archiviazione formulata dallo stesso capo della Procura in merito ad una denuncia presentata dalle associazioni ambientaliste modenesi. NESSUN REATO Nel restituire gli atti al magistrato, il gip aveva ordinato di verificare quanto sostenevano le associazioni stesse, con varie e diverse sfumature, ma di fatto riferibili soprattutto alla destinazione d'uso dell'area del parco Novi Sad, a loro avviso sottoposta a vincoli. La consulenza, da una prima lettura del procuratore capo Zincani, avrebbe dato esito negativo. In sostanza non sarebbe state riscontrare dai periti violazioni tali da indurre la magistratura a configurare reati di natura penale. Lo stesso procuratore si è comunque riservato una più attenta valutazione della perizia prima di inviare nuovamente gli atti al gip, giudice che da ultimo dovrà decidere se archiviare o meno il procedimento, il quale non vede nessun indagato. SALVO IL VERDE L'ipotesi probabile è che si vada verso una nuova richiesta di archiviazione. Tra l'altro, da indiscrezioni, i periti della Procura avrebbero accertato come l'area interna all'ex Foro Boario, sia soggetta solo a vincoli di superficie dell'area verde preesistente che sarà in ogni modo ricostruita a lavori ultimati. Insomma, per i periti si poteva "scavare" perchè il sottosulo non è bloccato da alcun tipo di tutela storica o paesaggistica. Anche se, ad onor del vero, scavando sono emersi reperti storici, che tuttavia, in accordo con la Direzione per i beni culturali, saranno ben conservati e visitabili in un apposita struttura. IL CASO-RAMPE Nessuna osservazione dei periti poi relativamente alle strutture che emergeranno (gli scivoli di immissione al Novi Park interrato o le torrette destinate ad ospitare gli ascensori), anche perchè, dando un'occhiata ai lavori, queste sono state collocate al di fuori della superficie verde, la sola ad essere vincolata. LA PROTESTA Le associazioni ambientaliste erano insorte sulla costruzione dei garage interrati al parco Novi Sad, chiedendo anche l'intervento del ministro dei beni culturali dell'epoca, Galan. Le presidenze di Italia Nostra, Legambiente e Wwf oltre a inoltrare un esposto alla Procura, chiedevano al governo di intervenire sulla infrastruttura che a loro avviso era "un vero e propio massacro ambientale". Lanciarono anche un appello: «Modenesi, andate a vedere la rampa-voragine che sfiora il Foro Boario e conduce alla scatola di cemento armato alla quale è stato ridotto il parco Novi Sad. L'ex piazza d'Armi è vincolata con un decreto del 1985. Come è stato possibile che gli uffici statali della tutela, Soprintendenze e Direzione regionale per i beni culturali abbiano autorizzato un simile scempio? ». LE TESI DEL GIP Il procuratore Zincani, dopo gli accertamenti del caso, non ravvisando alcun elemento che costituisse reato, chiese l'archiviazione dell'esposto-denuncia. Il gip Donati invece ritenne fosse necessario un supplemento di indagini, con queste motivazioni: «La realizzazione di un parcheggio multi-piano sotterraneo di circa 1.720 automobili, posti auto e box da vendere e assegnare in godimento a privati, per la stessa natura dell'opera progettata, non pare idonea a promuovere la valorizzazione del patrimonio storico culturale del bene, né a incentivare il pubblico godimento del bene culturale. L'utilizzo dell'area a parcheggio avuto riguardo anche alle dimensioni dell'opera, è, all'evidenza, non conforme all'interesse storico culturale del bene oggetto di tutela e integra una destinazione d'uso del tutto diversa da quella che il bene possedeva al tempo della vendita del parco al Comune di Modena. La costruzione di un grande parcheggio sotterraneo nulla ha a che vedere, ed anzi appare in contrasto, con le prescrizioni date dalla Direzione regionale per i beni culturali: ripristino e restauro dell'anello e destinazione d'uso conforme a quella attuale al momento della vendita». Ora non resta che attendere la definitiva lettura della perizia da parte del procuratore capo Zincani e la decisione ultima del gip Donati di fronte a conclusione che sembrano in contrasto con quanto lo stesso giudice ha sostenuto nel chiedere il supplemento di indagini.