Fare presto per la Biennale. Se il nuovo ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, nella sua visita veneziana, ha annunciato l'intenzione di procedere alla scelta del presidente - l'attuale Paolo Baratta e l'intero Consiglio di amministrazione scadranno il 18 dicembre esaurite le consultazioni con i rappresentanti con gli enti territoriali e facendo seguire poi l'audizione nelle Commissioni Cultura parlamentari, a mettergli fretta arriva ora anche un'interrogazione del deputato veneziano del Gruppo Misto Giuseppe Giulietti, che plaude al ripristino di Ornaghi di quelle procedure di consultazione nella nomina che era state ignorate da Galan, designando Giulio Malgara, ma chiede appunto al ministro di fare presto, per non lasciare la Biennale priva di governo. Secondo quanto risulta anche in seguito alla visita veneziana di Ornaghi, la riconferma di Baratta potrebbe arrivare già in settimana. E intanto, a «sparare» sia su Baratta, sia su Malgara, arriva ora Vittorio Sgarbi, commissario del Padiglione italiano della Biennale «Baratta e Malgara - ha dichiarato ieri - quanto a incompetenza, si equivalgono, ma devo dire che entrambi avrebbero avuto capacità di gestione, d'altronde non bisogna essere un esperto». Sgarbi è intervenuto alla chiusura della padiglione Italia della Biennale di Trieste, ha commentato le polemiche in merito alla presidenza della Biennale di Venezia. «Credo che Baratta abbia grandi vantaggi da un governo tecnico perché è tecnico lui stesso - ha aggiunto Sgarbi - lui e Malgara sono molto simili quanto a incompetenza. È andata così...». Parole che Baratta, che ha sempre mostrato rispetto nelle sue dichiarazioni pubbliche per il lavoro di Sgarbi, probabilmente non gradirà, ma che arrivano comunque fuori tempo massimo.