Sbarca a Parigi il piano di salvataggio per Pompei. Nella sede dell'Unesco verrà firmata stamattina la lettera di intenti tra la Regione Campania, l'Unione industriali e l'Associazione costruttori, che dopo l'accordo siglato qualche mese fa sancisce l'avvio del progetto di riqualificazione dell'area vesuviana attraverso gli investimenti dei privati. L'obiettivo, come hanno spiegato il governatore Stefano Caldoro e il presidente degli Industriali Paolo Graziano, è riuscire a trasformare nella principale risorsa del territorio quei cinque milioni di turisti mordi e fuggi che, tra aree archeologiche, Santuario e Parco del Vesuvio, ogni anno visitano l'area compresa tra Ercolano e Castellammare di Stabia. La scelta di Parigi non è casuale: perché è qui che oggi si completa l'accordo di collaborazione tra il ministero per i beni culturali e l'Unesco, e perché proprio dall'Agenzia delle Nazioni Unite che a giugno aveva sanzionato il nostro Paese per le pessime condizioni del sito archeologico di Pompei è venuta la sollecitazione ad intervenire nella cosiddetta «buffer zone», la zona tampone compresa appunto tra Ercolano e Castellammare entro giugno 2013. Altrimenti, e su questo la commissione tecnica dell'Unesco è stata chiara, il sito archeologico rischia di finire nella lista dei siti a rischio. «Pompei è il grande attrattore dell'area vesuviana, e cinque milioni di visitatori - ha detto Caldoro - sono un potenziale straordinario che va conquistato creando nel territorio quel valore aggiunto che adesso manca. Il piano extra-moenia c'è: adesso bisogna trovare lo strumento di governance più adatto a garantire regole e tempi certi per gli investimenti privati. Stiamo valutando di ricorrere a Società di trasformazione urbana, come è stato fatto per Bagnoli. E non è escluso che si possa sollecitare anche una apposita norma». Ma veniamo al piano. Le carenze individuate dall'Unione industriali e, di conseguenza, i settori sui quali si vuole investire sono la mancanza di at-trattori legati alI'entertainment - parchi a tema, ricostruzioni 3d - di strutture ricettive, alberghi ma anche ristoranti, di qualità, di tour e percorsi che consentano di trascorrere nell'area anche tre giorni (archeological shuttle), di infrastrutture ed altri servizi. Già allo studio - spiega il presidente dei costruttori Rudy Girardi - c'è il progetto per connettere su ferro tutti i siti utilizzando anche il museo ferroviario di Pietrarsa. O di utilizzare, come avrebbero già chiesto alcune compagnie di navigazione, gli scali della zona vesuviana per i crocieristi. «Le proposte non mancano - dice Graziano - e neanche gli imprenditori, italiani e stranieri, oltre ai francesi dell'Epadesa con cui abbiamo già sottoscritto un accordo, disposti ad affiancarci. Domani, per esempio, vedrò un produttore cinematografico americano interessato alla realizzazione di teatri multimediali. Entro il 31 dicembre sarà pronto anche il nostro piano marketing, e abbiamo già sottoscritto gli accordi con Invitalia che ci assisterà per tutta la parte tecnica. Il prossimo passo, adesso, è la convocazione di un tavolo tecnico con la Regione e le amministrazioni locali coinvolte. Quello che ci preme è mettere a punto, all'interno di un sistema di governance, un modello di gestione virtuale che possa servire anche a chiunque altro voglia investire». Secondo il piano degli industriali - che punta a sostenere, con la rinascita del territorio, anche il sito archeologico - ogni nuovo investimento nell'area dovrà riconoscere agli Scavi una royalty dell' l . Ancora, il piano di investimenti si accompagnerà all'invito alle imprese associate ad adottare una domus.