A Parigi, dove oggi l'Icomos, il braccio operativo dell'Unesco, festeggia i 50 anni della Carta di Venezia, è il giorno delle firme. Nella sede dell'Unesco, infatti, verrà firmata anche la convenzione che sancisce la collaborazione tra l'Agenzia delle Nazioni Unite e il ministero per i Beni Culturali. Una intesa preparata da tempo alla quale mancherà la firma della parte italiana: toccava infatti al sottosegretario, che però è stato nominato soltanto ieri sera (nella persona di Roberto Cecchi, che peraltro nella qualità di direttore generale del Mibac è uno degli autori dell'accordo). In sua vece avrebbe potuto firmare un funzionario del ministero, ma si è scelto di procedere in modo differito: oggi firmerà il direttore generale dell'Unesco per la Cultura Francesco Bandarin, l'Italia lo farà in un secondo tempo. Una formalità che non inficia la validità dell'accordo che avrà la durata di nove mesi nel corso dei quali, come spiega l'ambasciatore Francesco Caruso, l'Agenzia delle Nazioni Unite metterà a disposizione del ministero le sue strutture tecniche per i restauri ma anche perla ricerca di sponsor privati, senza i quali, come ha sottolineato il direttore di Icomos Italia Maurizio Di Stefano, è impossibile valorizzare il territorio così come l'Unesco ha richiesto.
Unesco. Il sottosegretario nominato tardi, l'Italia firmerà in differita
A Parigi, dove oggi l'Icomos, il braccio operativo dell'Unesco, festeggia i 50 anni della Carta di Venezia, è il giorno delle firme. Nella sede dell'Unesco, infatti, verrà firmata anche la convenzione che sancisce la collaborazione tra l'Agenzia delle Nazioni Unite e il ministero per i Beni Culturali. Una intesa preparata da tempo alla quale mancherà la firma della parte italiana: toccava infatti al sottosegretario, che però è stato nominato soltanto ieri sera (nella persona di Roberto Cecchi, che peraltro nella qualità di direttore generale del Mibac è uno degli autori dell'accordo). In sua vece avrebbe potuto firmare un funzionario del ministero, ma si è scelto di procedere in modo differito: oggi firmerà il direttore generale dell'Unesco per la Cultura Francesco Bandarin, l'Italia lo farà in un secondo tempo. Una formalità che non inficia la validità dell'accordo che avrà la durata di nove mesi nel corso dei quali, come spiega l'ambasciatore Francesco Caruso, l'Agenzia delle Nazioni Unite metterà a disposizione del ministero le sue strutture tecniche per i restauri ma anche perla ricerca di sponsor privati, senza i quali, come ha sottolineato il direttore di Icomos Italia Maurizio Di Stefano, è impossibile valorizzare il territorio così come l'Unesco ha richiesto.
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