Cagliari, 23 nov. - "Ci sono delle opere pubbliche inutili, distruttive dell'ambiente, occasione di spreco di denaro pubblico che con ottusa testardaggine vengono perseguite contro ogni evidenza e a ogni costo, tanto pagano i cittadini e la natura. E' certamente il caso della diga di Monte Nieddu - Is Canargius, nel Sulcis, gia' teatro negli ultimi anni di uno degli scempi ambientali e finanziari piu' scandalosi d'Italia, con centinaia di milioni di euro gia' letteralmente sprecati fra lavori non conclusi, contenziosi con le imprese esecutrici, mancanza di reti di distribuzione". E' il commento degli ecologisti del Gruppo di intervento giuridico alla notizia del bando per il competamento della struttura annunciato stamattina dall'assessore regionale dei Lavori Pubblici Angela Nonnis. Le associazioni ecologiste Gruppo d'Intervento Giuridico, Amici della Terra e Lega per l'Abolizione della Caccia si apprestano a inoltrare in tutte le sedi azioni legali e di sensibilizzazione contro quello che definiscono "l'ennesimo scempio ambientale ed erariale annunciato". In una nota gli ecologisti ricordano le cifre della "scandalosa cattiva gestione dell'acqua in Sardegna" e sottolineano come "circa l'85 dell'acqua attualmente immessa nelle reti idriche in Sardegna vada persa". Secondo le associazioni "gestire l'acqua in Sardegna vuol dire avere una regia unica, collegamenti fra gli invasi, riciclaggio e riutilizzo dei reflui, risparmio idrico, sistemi a circuito chiuso" e, soprattutto, basta con ulteriori dighe".
DIGA MONTE NIEDDU: ECOLOGISTI, INUTILE E DISTRUGGE L'AMBIENTE
In Sardegna, gli ecologisti del Gruppo di intervento giuridico, Amici della Terra e Lega per l'Abolizione della Caccia hanno criticato il bando per il competamento della diga di Monte Nieddu - Is Canargius, considerandolo "un'ennesimo scempio ambientale ed erariale". Le associazioni hanno ricordato le cifre della "scandalosa cattiva gestione dell'acqua in Sardegna", con circa l'85% dell'acqua immessa nelle reti idriche persa. Gli ecologisti sostengono che gestire l'acqua in Sardegna richiede una regia unica, collegamenti fra gli invasi, riciclaggio e riutilizzo dei reflui, risparmio idrico e sistemi a circuito chiuso.
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