Ci sono delle opere pubbliche inutili, distruttive dell'ambiente, occasione di spreco di denaro pubblico che con ottusa testardaggine vengono perseguite contro ogni evidenza e a ogni costo. Come nel caso della diga di Monte Nieddu, già teatro negli ultimi anni di uno degli scempi ambientali e finanziari più scandalosi d'Italia, con centinaia di milioni di euro già letteralmente sprecati fra lavori non conclusi, contenziosi con le imprese esecutrici, mancanza di reti di distribuzione. Mentre il Consorzio di Bonifica si appresta a bandire una nuova gara d'appalto (56,6 milioni di euro a base d'asta) le associazioni Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra si preparano a dar battaglia contro il progetto definito "un ennesimo scempio ambientale ed erariale". Ancora: "circa l'85 per cento dell'acqua attualmente immessa nelle reti idriche in Sardegna va persa, come ha recentemente denunciato l'Ordine dei geologi, buona parte delle reti di distribuzione è in condizioni precarie. Eppure non si pensa al restyling delle reti. Si pensa a realizzare nuove dighe".
ECOLOGISTI. "Scempio ambientale e spreco di denaro"
Ci sono delle opere pubbliche inutili, distruttive dell'ambiente, occasione di spreco di denaro pubblico che con ottusa testardaggine vengono perseguite contro ogni evidenza e a ogni costo. Come nel caso della diga di Monte Nieddu, già teatro negli ultimi anni di uno degli scempi ambientali e finanziari più scandalosi d'Italia, con centinaia di milioni di euro già letteralmente sprecati fra lavori non conclusi, contenziosi con le imprese esecutrici, mancanza di reti di distribuzione. Mentre il Consorzio di Bonifica si appresta a bandire una nuova gara d'appalto (56,6 milioni di euro a base d'asta) le associazioni Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra si preparano a dar battaglia contro il progetto definito "un ennesimo scempio ambientale ed erariale". Ancora: "circa l'85 per cento dell'acqua attualmente immessa nelle reti idriche in Sardegna va persa, come ha recentemente denunciato l'Ordine dei geologi, buona parte delle reti di distribuzione è in condizioni precarie. Eppure non si pensa al restyling delle reti. Si pensa a realizzare nuove dighe".
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