Il Consiglio di Stato dà ragione ad Ancona e annulla la decisione del 2008 Ancona. Ancona-Pergola 1-1 palla al centro. E' l'effetto dell'ultimo round della contesa ventennale fra le due città sull'assegnazione definitiva dei Bronzi di Cartoceto, il gruppo scultoreo rinvenuto nel 1946 durante uno scavo nei pressi di Cartoceto di Pergola. Il Consiglio di Stato ha infatti annullato la decisione del 2008 con cui considerava non valida, per mancanza della firma del ministero dei Beni culturali, la convenzione del 27 luglio 2001 sul pendolarismo (6 mesi a Pergola, 6 ad Ancona), stabilendo che i bronzi dovessero restare nel Museo di Pergola. Adesso, gli enti interessati (le Province di Pesaro Urbino e Ancona e i Comuni di Ancona e Pergola), dovranno trovare un accordo entro 4 mesi, "collaborando lealmente - recita la sentenza- al fine di individuare una soluzione allocativa", "in coerenza con quanto previsto nell'accordo del 27 luglio 2001". La soluzione condivisa dovrà però "avere prioritariamente riguardo all'esigenza di preservare l'integrità del bene". Il Consiglio di Stato ha accolto così i ricorsi presentati nel 2009 da Provincia e Comune di Ancona, considerando valida la convenzione anche se la fuma del ministero è stata posta in un secondo tempo. Le statue risalgono a un'epoca compresa fra il primo secolo a.C. e il primo secolo d.C. Rappresentano una figura femminile intera, due cavalli, il torso e la testa della figura equestre maschile e altri resti. Personaggi di alto rango mai identificati con certezza (la figura femminile potrebbe essere Livia, moglie di Augusto e madre di Tiberio), colpiti forse dalla "dam-natio memoriae". Collocati nel Museo archeologico nazionale di Ancona, nel 1988, al termine di una mostra temporanea a Pergola, i bronzi furono sequestrati e letteralmente murati dentro il museo pergolese dalla popolazione locale. Da allora cominciò una battaglia di ricorsi, controricorsi e pronunciamenti ministeriali culminata nella sentenza n. 3066 emessa dal Consiglio di Stato nel 2008, favorevole a Pergola, che annullava la sentenza del Tar Marche del 2003, secondo cui, invece, i Bronzi dovevano continuare a fare i "pendolari". La sentenza del Consiglio di Stato lascia esterrefatti il vice presidente della Provincia di Pesaro Urbino e assessore alla cultura Davide Rossi e il sindaco di Pergola Francesco Baldelli: "La convenzione del 2001 non è più valida perchè è scaduta nel 2004. Naturalmente ci vedremo con gli enti anconetani per trovare una soluzione, ma siamo fermi nella convinzione che continui spostamenti nuocciano all'integrità dei bronzi, come disse nel 2002 il sottosegretario Vittorio Sgarbi evidenziando i rischi per la corretta conservazione che il trasferimento avrebbe causato e disponendo che l'opera restasse a Pergola a tempo indeterminato". Soddisfatti, invece, il sindaco di Ancona Fiorello Gramillano e l'assessore alla Cultura Andrea Nobili: "Ora, come suggerisce la sentenza stessa, le amministrazioni coinvolte dovranno lealmente collaborare per individuare una soluzione ottimale perla fruizione che il prestigioso gruppo bronzeo merita e naturalmente per la sua migliore conservazione".