La presidente Barillari: non può restare chiuso a lungo, bisogna intervenire Ipotesi di una cordata pubblico-privati per l'acquisto, ma si attende la Regione Palazzo Antonini: se la Regione avesse davvero intenzione di acquistarlo, all'impresa finanziaria potrebbe dare manforte una cordata di privati. Ma il destino del gioiello palladiano ex sede di Bankitalia (è l'unico edificio conosciuto realizzato dal Palladio fuori dal Veneto) è tuttora molto incerto. E la presidente udinese di Italia Nostra, Diana Barillari, lancia l'allarme: se quei saloni resteranno chiusi a lungo, rischieremmo la svalutazione di un bene preziosissimo. Certo finora ognuno ha detto la sua, ma azioni concrete non se ne sono viste. Anche perché l'iter della vendita, da parte di Bankitalia, è stato affidato a una società di consulenza, un advisor, che dovrebbe fissare il prezzo e trovare gli acquirenti. Stato, Regione e Comune hanno comunque un diritto di prelazione, che però deve essere esercitato entro un limite di tempo. Un altro elemento finora sconosciuto, ma determinante, è il costo dell'operazione. Quanto sarà valutato palazzo Antonini e con che parametri? Ovviamente stiamo parlando di milioni e milioni di euro (della proprietà fa parte anche il bellissimo parco con alberi secolari), ma qualcuno si spinge a dire che l'edificio ha un valore quasi inestimabile, sarebbe come fissare il prezzo di un quadro di Cezanne odi Picasso. Insomma la situazione è fluida e la presidente di Italia Nostra Barillari chiede tempi rapidi per giungere a una soluzione. «Mi auguro che ci siano presto novità - dice -. Da quello che sappiamo lo Stato ha rinunciato alla prelazione, adesso tocca alla Regione, poi eventualmente a Provincia e Comune. Ma naturalmente bisogna avere i soldi in mano. Il vero problema, dalle informazioni in nostro possesso, è che Bankitalia non ha dato indicazioni precise all'advisor che ha l'incarico. Io sono seriamente preoccupata e ho i miei dubbi che l'ente pubblico abbia la volontà politica di fare questo passo. I bilanci si fanno adesso: la Regione ha previsto uno stanziamento per palazzo Antonini? Alla fine c'è davvero il pericolo che l'immobile venga abbandonato, chiuso, e che si deteriori rapidamente. Chi potrebbe comprarlo? Un privato? Una banca? Deve esserci qualcuno che è disposto a rischiare. L'idea di una cordata di privati, magari affiancati alla Regione, è una buona opzione. Sarebbe un bell'esempio di coesione degli imprenditori friulani. L'ex sede di Bankitalia è un simbolo per la città e per tutto il Friuli. Già una volta, un secolo fa, il palazzo fu salvato da un friulano, dal primo governatore della Banca d'Italia, Bonaldo Stringher. Fu lui che lo acquisì dagli eredi Antonini. E che adesso la Banca se ne liberi è stata per me una vera delusione. Noi, come Italia Nostra, vigileremo sull'eventuale cessione: abbiamo già allertato la Soprintendenza». Il presidente della Fondazione Crup, Lionello D'Agostini, che da tempo chiede l'intervento delle istituzioni, appoggia la cordata pubblico-privato. «Da quanto ne sappiamo, non ci sono grandi novità sul fronte della Regione - spiega -. Io auspico che si possa realizzare un qualcosa di simile a quanto fatto per il restauro dell'Angelo del castello di Udine, non ci sarebbe nulla di strano se si intraprendesse un percorso simile. Si potrebbe chiamare a raccolta anche qualcun altro, noi come Fondazione saremmo disponibili, è noto. Quel palazzo ha un valore unico, inestimabile e non so neanche se possa essere fissato un prezzo congruo, a valori di mercato». Dunque a questo punto la palla passa alla Regione, vero e proprio ago della bilancia. Qualche mese fa il presidente Renzo Tondo assicurò che «Quando la Banca d'Italia metterà in vendita palazzo Antonini faremo il possibile per mantenerlo patrimonio pubblico». Ma da quelle dichiarazioni poi più nulla di ufficiale. La Regione sicuramente sta lavorando per trovare una soluzione, ma finora non ci sono fatti concreti. Anche il Comune di Udine è consapevole che la città non può permettersi di perdere lo storico edificio palladiano. Il dibattito è salito di tono anche tra i vari esponenti politici regionali. Il consigliere del Gruppo misto Roberto Asquini propende per un acquisto dei privati, in quanto, ha dichiarato, «l'ente pubblico non ha i fondi necessari per un investimento del genere». Insomma il dibattito è apertissimo, in attesa delle decisioni. Quelle definitive. E' l'unico Palladio fuori dal Veneto Il palazzo di via Gemona è, in origine, una residenza urbana progettata dall'architetto Andrea Palladio (unica opera realizzata fuori dal Veneto) alla metà del XVI secolo perla famiglia Antonini. L'inizio della sua costruzione viene fatto tradizionalmente risalire al 1556, in concomitanza con la costruzione dell'arco Bollani, altra opera di Palladio. Il committente è Floriano Antonini, giovane e ambizioso esponente di una delle famiglie più in vista dell'aristocrazia udinese che, desideroso di riscoprire una tradizione erudita, fece coniare una medaglia di fondazione del palazzo, probabilmente per dimostrare che il gusto sofisticato non era patrimonio esclusivo dei circoli aristocratici della capitale della Serenissima, Venezia. Nel 1559 il palazzo è già parzialmente abitabile, ma nel 1563 il cantiere risulta ancora in attività. Nel secolo successivo almeno due campagne di lavori modificano l'aspetto dell'edificio, arrivando finestre e scale interne.
Udine, palazzo Antonini. Allarme di Italia Nostra: così perdiamo un tesoro
La presidente di Italia Nostra, Diana Barillari, allarma per il destino del palazzo Antonini, sede di Bankitalia, che potrebbe essere abbandonato e deteriorarsi. La Regione ha un diritto di prelazione, ma non ha ancora espresso interesse. Lo Stato ha rinunciato alla prelazione, quindi tocca alla Regione, poi alla Provincia e al Comune. Il palazzo ha un valore unico e inestimabile, e la presidente di Italia Nostra chiede tempi rapidi per giungere a una soluzione. La Fondazione Crup appoggia la cordata pubblico-privata, ma non ci sono novità sulla Regione. Il Comune di Udine è consapevole che la città non può permettersi di perdere lo storico edificio palladiano.
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