Dioniso, il dio del vino e della gioia, e Pelploforos, la fanciulla dal manto rosso, anche lei dalle sembianze divine, affiorati dai lapilli che ricoprivano la villa di Augusto nei recenti scavi a Somma Vesuviana, rappresenteranno la cultura universale al prossimo Expo che si terrà in Giappone. Quest'anno la mostra si tiene ad Aichi ma per le due statue marmoree del I secolo d. C. è solo la prima tappa di una tournée che le porterà in tutto il Sol Levante. Per salutare i preziosi reperti e farli conoscere ai cittadini, la Soprintendenza per i Beni archeologici ha organizzato un'esposizione dal 22 al 30 gennaio nella sala comunale di Somma Vesuviana messa a disposizione dal sindaco Vincenzo D'Avino. Dioniso e Pelploforos studiate e restaurate dallo staff del professor Antonio De Simone, saranno collocati nella parte centrale della mostra giapponese e intorno sarà riprodotta la monumentale villa romana, che si pensa possa essere la casa indicata da Stabone e Tacito come la residenza dove Augusto trascorse i suoi ultimi giorni. La villa scoperta negli anni '30 presso Somma Vesuviana ha conservato per oltre due millenni le due statue ritrovate nel 2003 e nel 2004. Il connubio Somma Vesuviana-Giappone non è casuale: gli scavi della villa di Augusto sono stati oggetto di una missione scientifica dell'Università di Tokio diretta dal professor Masanori Aoyagi, che dopo settant'anni ha ripreso gli scavi per portare alla luce questo edificio.
Due statue imperiali da Somma Vesuviana all'expo giapponese
Due statue marmoree del I secolo d.C. ritrovate nella villa di Augusto a Somma Vesuviana sono state scelte per rappresentare la cultura universale al prossimo Expo in Giappone. La mostra si terrà a Aichi e le statue, studiate e restaurate dal professor Antonio De Simone, saranno esposte nella sala comunale di Somma Vesuviana dal 22 al 30 gennaio. La villa romana, che si pensa sia la residenza di Augusto, sarà riprodotta nella mostra. Le statue, Dioniso e Pelploforos, sono state conservate per oltre due millenni e sono state scoperte negli anni '30. Un'ultima missione scientifica dell'Università di Tokio ha ripreso gli scavi della villa per portare alla luce questo edificio.
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