Dal 21 dicembre al 19 aprile lo scambio tra Firenze e Mosca Tre icone in Battistero, da qui due opere alla «Tetryakov» Betori: "È un'ostensione, non una mostra, sono opere da venerare» Rossi «Questa iniziativa qualificherà il nostro turismo» Rimarranno in Battistero dal 21 dicembre, giorno di san Nicola per il calendario ortodosso, al 19 marzo, giorno di san Giuseppe per il calendario latino. Sono il simbolo dell'amicizia e della vicinanza tra Russia e Italia le tre icone della State Gallery Tretyakov di Mosca che verranno ospitate all'interno del Battistero fiorentino in occasione dell'evento «In ChristoBo Xructe. Uno scambio di capolavori dell'arte della fede tra Russia e Italia». «Non è un'esposizione, ma un'ostensione ha precisato il vescovo, monsignor Giuseppe Betori, lieto di ospitare l'iniziativa organizzata dalla Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna con Arcus e Regione Toscana sono qui per essere venerate. È un avvenimento di fede e di arte, una mano tesa che la chiesa d'Occidente offre alla chiesa d'Oriente. Un evento speciale, da non assimilare alle tante mostre che vengono organizzate». Sono tre le preziose icone che arriveranno a Firenze a dicembre, mai tornate in una chiesa dopo la musealizzazione avvenuta subito dopo la Rivoluzione del 1917. La prima è la maestosa icona della Madre di Dio Odighitria, realizzata alla fine del Duecento a Pskov, uno dei maggiori centri artistici della Russia antica. La seconda è un'Ascensione, risalente al 1408 e un tempo parte integrante della parete decorata con icone che separa la navata della cattedrale della Dormizione della città di Vladimir, dal presbiterio, dipinta dal santo monaco Andrej Rublév. La terza e ultima è l'icona della Crocifissione realizzata da Dionisij nel Cinquecento. Nello stesso periodo, nella galleria che ha prestato le icone, all'interno di una sala allestita ad hoc per ospitarle, verranno esposte per la prima volta due grandi opere di Giotto e della sua bottega provenienti dal museo dell'Opera di Santa Maria del fiore: il primo è una Madonna con bambino datata tra il 1280 e il 1290 e il secondo è il Polittico di Santa Reparata, dipinto da entrambi i lati intorno al 1305 e recentemente attribuito ad un parente del maestro o a Giotto stesso. «Sono contento di partecipare ad un evento di questa portata ha detto il governatore della Regione Enrico Rossi penso che qualifichi il turismo che si riverserà a Firenze nei mesi dell'ostensione». In Christofto Xructe diventa così non solo uno scambio di capolavori a metà strada tra arte e fede, ma anche un gesto che simboleggia l'amicizia tra i due Paesi e comincia a pochi giorni dal termine dell'anno della cultura italiana in Russia. «Uno scambio di cultura e sensibilità religiosa ha detto il presidente dell'Opera del Duomo Franco Lucchesi che acquista una dimensione internazionale». «Non sarebbe stata la stessa cosa se fosse stata organizzata in un'altra città ha aggiunto Alberto Melloni, della Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII perché Firenze ha un ruolo particolare nell'immaginario russo». Il trasporto dei capolavori è stato organizzato prevedendo condizioni di massima sicurezza da entrambi i Paesi e mentre le opere d'arte italiane viaggeranno via terra fino a Francoforte per poi essere caricate su un aereo con destinazione Mosca, le icone passeranno invece dalla Finlandia per poi essere trasportate via mare.