Marcolini: "Lasciateli un po' in pace. A Pergola ormai si è creata un'identità". Nobili: "Devono stare qui" Si apre un più ampio confronto sulla cultura. E stavolta il Comune si fa forte di una sentenza Ancona. E adesso? Mica facile. "Lasciamoli un po' in pace questi Bronzi", commenta Pietro Marcolini, assessore regionale alla Cultura, per niente convinto di ripristinare l'accordo sul pendolarismo del gruppo scultoreo e pure sul ritorno ad Ancona. Anzi. "A Pergola è nata un'identità, un flusso turistico, attorno ai Bronzi. Portarli via adesso diventerebbe una rapina. Azzerare dieci anni mi pare anti storico. Si può ragionare se c'è la necessità di un restauro o se il museo organizza una mostra di valorizzazione con altre opere eccellenti. E' passato il tempo per rimettere in moto una comunità contro l'altra. Mettiamo attorno ad un tavolo e collaboriamo. Si faccia prevalere la politica. L'attualizzazione di un conflitto è fuori luogo". Marcolini fa valere la "delicatezza" delle sculture e paventa l'eventualità di uno scambio di opere. "Parlare di partenze e arrivi due volte l'anno è demenziale", rimarca. Come si mette adesso che il Consiglio di Stato ha ripristinato proprio l'accordo stipulato tra gli enti nel luglio 2001 che prevedeva i Bronzi part-time tra Pergola e il capoluogo di regione? Complicato, anche politicamente, a quanto pare, portare via il gruppo scultoreo dal pesarese. E il capoluogo lo sa. Solo che adesso Ancona può trattare, forte della sentenza che dà ragione proprio al capoluogo. Carta canta. "Il Comune farà di tutto per riportarli qui", dice determinato Andrea Nobili. L'assessore alla Cultura va già oltre, guardando alla perizia scaturita dalla consulenza tecnica d'ufficio di Antonella Romualdi, direttore del polo museale archeologico di Roma, che aveva indicato come la soluzione migliore per la conservazione dell'opera il Museo archeologico di Ancona (dove ora sono invece custodite le copie), anche per la presenza di un laboratorio di restauro. Quindi, secondo il tecnico, da Palazzo Ferretti la scultura non dovrebbe muoversi se non per motivi estremi. C'è un po' di orgoglio anconetano, nel registrare una vittoria sui cugini pesaresi, ma non è tanto e solo questo. "Ancona è sede del Museo archeologico nazionale, a cui la legge riconosce un senso", sottolinea Nobili. Ma al dunque, si parte dalla forza della sentenza per intavolare una trattativa. Da una parte la Provincia di Pesaro e il Comune di Pergola, dall'altra la Provincia di Ancona e il Comune dorico. Con il ruolo determinante della Regione. "Credo ci si debba mettere attorno ad un tavolo con i rappresentanti della Regione e delle Provincie sin da subito, confrontarsi poi con la soprintendenza archeologica, che gestisce il Museo nazionale, e con la direzione regionale. Insomma, con le rappresentanze del ministero sul territorio. E' necessario arrivare a far sì che si trovi una soluzione che consenta ai Bronzi di Cartoceto di tornare al Museo nazionale di Ancona". Nobili si dice "molto determinato. Altrimenti non avremmo presentato ricorso al Consiglio di Stato". Ha parlato con il sindaco venerdì, quando è arrivata la notizia della sentenza del Consiglio di Stato, e tra domani e martedì in Comune si ragionerà su una road map, di concerto con gli altri enti. La sentenza dà quattro mesi di tempo per trovare una soluzione. Ma è chiaro che la decisione apre ora una trattativa che può coinvolgere anche altri settori della cultura. Collocati nel Museo archeologico nazionale del capoluogo nel 1988, al termine di una mostra temporanea a Pergola, i bronzi furono sequestrati e letteralmente murati dai cittadini dentro il museo pergolese. Da allora cominciò una battaglia di ricorsi, controricorsi e pronunciamenti ministeriali culminata nella sentenza emessa dal Consiglio di Stato nel 2008, favorevole a Pergola, che annullava la sentenza del Tar Marche del 2003, secondo cui, invece, i Bronzi dovevano continuare a fare i pendolari. E' solo l'inizio.
Bronzi ad Ancona, adesso si tratta
Il Comune di Pergola e la Provincia di Pesaro hanno espresso la loro opposizione alla decisione del Consiglio di Stato che ha ripristinato l'accordo del 2001 per la presenza dei Bronzi di Cartoceto al Museo archeologico nazionale di Ancona. L'assessore regionale alla Cultura, Pietro Marcolini, ha affermato che i Bronzi sono un'identità per Pergola e che la loro rimozione sarebbe una rapina. Il Comune di Ancona, invece, ha espresso la sua determinazione a riportare i Bronzi al museo, sostenendo che la sentenza del Consiglio di Stato è una vittoria per il capoluogo.
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