Cresce la presenza degli italiani nei musei: il dato è, apparentemente, certo e merita una piccola indagine. Punto 1: è facile vedere crescere il numero delle presenze in quanto si partiva da una dato storico assai basso e deludente. L'area museale più visitata nell'Italia meridionale rimane tuttora Pompei, che sta lentamente e inesorabilmente crollando, e gli oltre due milioni di visitatori sono forse troppi per un sito archeologico non in grado di garantire la sua conservazione sotto il passaggio delle orde, se si tiene conto che la custodia è tale che ormai s'è fatta pratica turistica il portare a casa un tassello di mosaico come souvenir, quindi ogni anno Pompei perde due milioni di tasselli. Dopo Pompei l'area più vista è quella della reggia di Caserta che testimonia l'ultimo momento di gloria del meridione preunitario (1.800.000 visitatori circa). Tutto il resto del sistema museale arriva a numeri ben più domestici e fragili. Niente a che vedere con gli oltre sei milioni di affascinati dal Louvre a Parigi, i quali generano una ricaduta formidabile di vendita di panini nelle brasseries vicine. Niente a che vedere con gli altri oltre sei milioni della New Tate di Londra, dove si va solo a celebrare il mito dell'arte contemporanea, lasciando numeri ancora più significativi a glorificare il British Museum e la National Gallery. Ma attenzione, questi record non sono solo d'oggi, se si tiene conto che la prima delle Expo Universali, quella tenuta nel Crystal Palace nel 1851, già allora superò questa soglia dei sei milioni lasciando un tale utile al principe consorte Albert da consentire la costruzione successiva del Victoria and Albert Museum. È quindi assai velleitario paragonare i numeri del sistema europeo forte (Parigi, Londra, Berlino) con il nostro che si trova a misurare il successo nell'ambito della capitali preunitarie (Firenze, Milano, Venezia, Napoli, eccètera). Tutto il polo museale fiorentino tange di poco sopra la linea dei due milioni di visitatori e se gli Uffizi fanno la parte del leone, altri musei di formidabile curiosità sentono tuttora il passo poetico del visitatore solitario. Perchè in realtà il museo italiano è un bellissimo fossile della comunicazione in quanto è nato molto prima degli altri musei europei ed era nato aperto a un pubblico aristocratico di dottori e di amatori superinformati. Non è affatto pronto al passaggio delle truppe cammellate. Ed è forse giusto che rimanga così? Dibattito aperto. Secondo il codice Urbani, è vietato fotografare, anche solo col telefonino, la fidanzata davanti alla statua romana per inviarne copia agli amici. Perchè i beni custoditi non sono dei cittadini come in Francia e in Inghilterra ma appartengono a un Moloch superiore che si chiama Stato e questo Stato esige rispetto e danaro per le cose di Sua proprietà. Il museo è strana macchina in cerca d'una destinazione. Il pubblico preferisce le mostre temporanee dove il quadro che potrebbe vedere regolarmente nel silenzio d'una stanza poco affollata si fa invece protagonista d'un evento irripetibile. Ma soprattutto il pubblico, e come dargli torto su quest'argomento, ha scoperto che nelle mostre si va a seguire uno spettacolo visivo che offre la possibilità d'essere commentato e chiacchierato con gli amici, ciò che è vietato a teatro o al cinema. E forse, per giunta, nei momenti di crisi il pensiero denso e trasversale che trova lo spunto nei documenti della storia solleva l'animo. E il numero delle presenze finalmente cresce anche da noi. Era ora.
Museo Italia, un bel fossile che non è ancora pronto per le truppe cammellate
Il numero di visitatori nei musei italiani sta aumentando, ma il sistema museale italiano è ancora lontano dagli standard europei. Pompei e la reggia di Caserta sono le aree più visitate, con oltre due milioni e 1.800.000 visitatori rispettivamente. Tuttavia, il museo italiano è ancora in difficoltà a gestire il flusso di visitatori e a garantire la conservazione dei beni culturali. I visitatori preferiscono le mostre temporanee e le esposizioni che offrono un'esperienza interattiva, mentre il museo tradizionale è visto come un luogo di studio e di contemplazione. Il sistema museale italiano è anche caratterizzato da una forte dipendenza dallo Stato, che richiede risorse finanziarie per la conservazione e la promozione dei beni culturali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo