Piena sintonia. E' quella che si registrata ieri a Ca' Farsetti nell'incontro - durante circa un' ora - che il nuovo ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi ha avuto con il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni prima della sua conferenza al Telecom Future Centre di San Salvador. Un'ora in cui Orsoni ha aperto davanti al ministro il dossier-Venezia, con tutti i problemi aperti sul tappeto. La Biennale, innanzitutto, con la chiara indicazione da parte del sindaco di una riconferma di Paolo Baratta che dovrebbe arrivare. Ma anche la «grana» del nuovo Palacinema, con il buco del cantiere ancora aperto e la speranza che Ornaghi riesca a fare ciò che non è riuscito a Galan. Non poteva mancare, naturalmente, anche la candidatura a Venezia Capitale Europea della Cultura 2019. Nella decisione finale i Beni Culturali avranno un peso, nominando circa la metà dei membri della commissione che vaglierà le proposte delle varie città e non è mancata un'azione di lobby alla luce del sole, vantando i meriti e le specificità della candidatura veneziana allargata all'intero Nord Est. Quindi, il capitolo-Fenice, che Orsoni, presidente del Consiglio di amministrazione del teatro, ha a cuore non meno della Biennale. Il sindaco ha caldeggiato al ministro in particolare due punti. Il primo è il riconoscimento alla Fenice, nella riforma delle fondazioni liriche, dello status di ente di primo livello, come la Scala di Milano - sulla base di programmi, presenze e incassi - che consentirebbe un accesso più agevole ai finanziamenti ministeriali e su base triennale, con la possibilità di programmare meglio la propria attività. La seconda la richiesta di patrocinio e sostegno economico da parte dei Beni Culturali, al Festival estivo di Musica, Danza e Teatro che la Fenice lancerà dal 2013 a nome della città e con epicentro in Piazza San Marco, all'interno del quale è previsto anche il riuso del Cortile di Palazzo Ducale per le rappresentazioni dell'Otello verdiano. Anche su questo si vuole il placet dei Beni Culturali. Ornaghi ha preso nota e si è aperto comunque un canale di dialogo tra il sindaco e il ministro, con Galan certamente più difficile. «Venezia è una delle realtà storico-artistiche più importanti del nostro Paese. - ha detto Ornaghi dopo l'incontro con Orsoni - E' stato fatte un elenco molto chiaro e preciso dei problemi della città e abbiamo cercato di impostare un metodo congiunto per risolverli nei limiti del possibile. Pesa sul mio Ministero la questione delle risorse, che è cruciale per un dicastero che è stato a lungo penalizzato». Pesa soprattutto sul capitolo-restauri, anch'esso sollevato per Venezia nell'incontro tra Orsoni e Ornaghi».