Il ministro benedice Baratta presidente per altri quattro anni. «E' una delle scelte più delicate che mi accingo a prendere. Credo sia opportuno ascoltare il parere delle istituzioni» Il nuovo ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi nominerà già la settimana prossima Paolo Baratta presidente della Biennale, confermandolo nel suo incarico per altri quattro anni. E' questo il risultato pratico del «blitz» in laguna compiuto ieri da Ornaghi. Il motivo principale della visita era la partecipazione al Festival Biblico all'interno dei Salone della Cultura in corso al Centro Telecom di San Salvador per un dibattito su fede e laicità con la psicanalista Julia Kristeva, a cui era stato invitato già da rettore dell'Università Cattolica di Milano, prima della sua nuova nomina. Ma il ministro ha visto - in un incontro a Ca' Farsetti durato circa un'ora, di cui riferiamo a parte - il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e nel pomeriggio, dopo il suo intervento a San Salvador, ha visitato anche la Biennale Arti Visive (dopo una colazione all'Harry's Bar) ai Giardini e poi all'Arsenale, accompagnato proprio da Baratta, che lo aveva invitato nei giorni precedenti, sapendo del suo "sbarco" in laguna. Orsoni ha ribadito - come aveva fatto già durante tutta la vicenda della tormentata designazione di Giulio Malgara da parte dell'allora ministro Giancarlo Galan - la sua stima per Baratta e il desiderio di una sua riconferma, di cui Ornaghi ha preso atto, così come era a conoscenza dell'appello a favore dell'attuale presidente lanciato dalla Nuova Venezia e delle firme illustri a suo sostegno. Fedele al suo ruolo istituzionale e al rispetto delle procedure che vuol seguire alla lettera - a differenza del suo predecessore Galan - Ornaghi non ha anticipato la prossima designazione di Baratta, ma ha lasciato chiaramente capire che questa è la sua, sentiti anche, dopo Orsoni, il presidente della Regione Luca Zaia (che ha già dichiarato in tempi non sospetti di essere a favore della riconferma di Baratta) e quella della Provincia Francesca Zaccariotto. «Quella sulla Biennale è una delle decisioni più importanti che mi accingo a prendere. E' importante affermare un metodo preciso - ha detto Ornaghi al termine della sua conferenza a San Salvador, parlando appunto della futura presidenza della Biennale - perché se le decisioni vengono strattonate lasciano delle imperfezioni. Credo che esistano dati oggettivi che ho già considerato e che mi sono stati sottoposti da più parti. Come metodo, credo sia opportuno raccogliere le valutazioni delle istituzioni interessate e non appena chiuso questo passaggio incontrare il presidente uscente e prendere una decisione». Il successivo incontro tra Ornaghi e Baratta alla Biennale è stato cordiale, pur nel rispetto dei reciproci ruoli. Il ministro cattolico si è soffermato a lungo con Baratta davanti ai Tintoretto dell'esedra centrale del Palazzo delle Esposizione ai Giardini, ma ha visto, sia pur rapidamente, l'intero padiglione. Poi, rapido giro in motoscafo per l'Arsenale, dove ha visto, altrettanto celermente, la seconda parte della mostra e il padiglione italiano. Baratta gli ha mostrato dall'esterno anche gli spazi delle Sale d'Armi, illustrandogli anche il progetto di ospitare qui i nuovi padiglioni dei Paesi stranieri. Per Ornaghi una full immersion in temi e argomenti che in buona parte ancora non conosce, ma che il suo nuovo incarico gli impone di apprendere il più velocemente possibile. Tutt'altro stile e profilo rispetto a quello del suo predecessore Galan, niente parole fuori posto né promesse avventate, ma, si spera, fatti. Non prima, però, di aver studiato attentamente il problema, ha detto anche ieri. E la pratica-Baratta sembra ormai pronta per essere risolta.