Già avanzata una proposta di acquisto da parte di una società lussemburghese PIETRASANTA. Di quelle vecchie pozze, ancorate in una nicchia della strada che si inerpica verso Capriglia, in passato utilizzate dalle donne del paese per lavare i panni, non restano che i ricordi dei paesani. E oggi la muffa. Un lavatoio recluso in uno spazio coperto, ormai abbandonato, legato alla memoria della gente e al "c'era una volta", con annesso vincolo della Sovrintendenza alle Belle Arti. Eppure c'è chi, nel caso in questione una società lussemburghese titolare di una villa della zona (una prestigiosa residenza che si dice abitata da una facoltosa famiglia russa) a quelle pozze oramai in disuso ed inutilizzabili, ci ha fatto un pensierino per ampliare la propria proprietà privata. Inutile dire che questa idea al Comune, sempre alla ricerca di denaro liquido in tempi di crisi, non dispiace affatto. Anzi. Da qui la più che probabile messa in vendita di un retaggio della storia locale a modico prezzo, diciamo 45 mila euro circa. Certo, la procedura ha i suoi passi obbligati. Nello specifico l'iter della manifestazione di interesse a cui seguirà un bando di gara e l'offerta. Ma il percorso è segnato. O quanto meno, sembra segnato. Le ormai ex pozze finiranno così in mano dei privati, che non ne potranno cambiare la destinazione e l'uso ma che, alla fine, renderanno quel bene della comunità, una pertinenza non più accessibile. Con buona pace di coloro, i residenti di Capriglia e Capezzano Monte, che spingevano per il recupero dello spazio in questione, da destinare a sede di ritrovo ed incontro per le frazioni.
Pietrasanta. Addio ai vecchi lavatoi
Una società lussemburghese ha avanzato una proposta di acquisto di un vecchio lavatoio in disuso a Capriglia, in provincia di Grosseto. Il lavatoio, ormai abbandonato e inutilizzabile, è legato alla memoria del paese e al vincolo della Sovrintendenza alle Belle Arti. Il Comune, alla ricerca di denaro liquido, sembra essere a favore della vendita. La procedura di acquisto prevede un bando di gara e un'offerta, ma il percorso sembra segnato. Il lavatoio finirà in mano dei privati, che non potranno cambiare la destinazione e l'uso, rendendo quel bene della comunità inaccessibile.
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