I ministri chiedono collaboratori non solo tecnici. Ciaccia in pole per la delega alle Infrastrutture ROMA - Sta diventando un mistero buffo quello sui 25 sottosegretari e i 5 viceministri che il governo dovrebbe nominare già stasera, al massimo domani. Perché se è vero che la politica alla fine ha detto «no, devono essere solo tecnici», pare ora che siano gli stessi ministri a premere perché così non sia. Ai Beni culturali, ad esempio, ai nomi di Antonio Peluffo (Corte dei Conti) e Umberto Croppi (vicino a Fini) si aggiunge quello dellex compagno di scuola di Berlusconi Guido Possa: senatore pdl, presidente della Commissione Istruzione al Senato, è stato viceministro dellUniversità con Letizia Moratti e in quella veste ha avuto modo di lavorare, e farsi apprezzare, da Ornaghi (che era rettore alla Cattolica). Il desiderio di alcuni ministri è ovviamente quello di avere accanto persone che sappiano dialogare con le Camere. Stando allufficialità, però, si continua a parlare di tecnici. Così, ai rapporti con il Parlamento restano in gara i funzionari del Senato Federico Toniato e Luigi Gianniti, e lex segretario generale di Palazzo Madama Antonio Maraschini. Allo Sviluppo, in pole Mario Ciaccia per la delega alle Infrastrutture (è ad di una controllata di Intesa) e Tullio Fanelli per lEnergia. Stallo invece tra Roberto Viola (che piace a Catricalà) e Nicola DAngelo (suggerito dal Pd) per la delega alle Comunicazioni, che Passera potrebbe decidere di tenere per sé. Alla Giustizia, perde quota il procuratore di Roma Giovanni Ferrara e riemerge Rosario Priore, magistrato esperto di misteri italiani. Per gli Interni, Francesco Storace attacca la candidatura del segretario generale dellAnci Angelo Rughetti: «Sarebbe conflitto di interessi». Lo difendono Alemanno, Chiamparino, e in generale il mondo degli enti locali: «Mica si può fare un ministero di prefetti», protesta chi lo appoggia. E non si può neanche fare un governo di torinesi: per questo, alcuni (politici) bocciano Bruno Manghi, ex sindacalista torinese di area Cisl, come vice della Fornero. Il suo rivale, Carlo dellAringa, professore alla Cattolica, sarebbe però vittima di un veto della Cgil. Corso dItalia nega, in ambienti democratici confermano. Non tanto per il libro bianco scritto insieme a Marco Biagi, acqua passata, quanto per il suo ruolo di tecnico nellaccordo separato del 2009. Novità: Luigi Promenzio, chirurgo ortopedico, alla Salute. Accreditati: Giuseppe Cosentino, ex direttore generale del ministero, allIstruzione (corre contro lex collaboratore della Gelmini Schiesaro). Marta Dassù, già consigliere di politica estera per DAlema, agli Esteri (dove salgono anche le quotazioni dellex presidente Ice Beniamino Quintieri). Infine, lEconomia: Vittorio Grilli deve ancora decidere se accettare o no il doppio incarico che gli consentirebbe di non rinunciare allo stipendio da direttore generale di via XX settembre pur divenendo viceministro. Ma è sempre luomo che Tremonti ha cercato di imporre a Bankitalia, lattuale governatore della Bce Mario Draghi ha fatto per mesi una battaglia contro di lui (in favore di Saccomanni), e il ruolo che andrebbe a ricoprire non sarebbe di eguale prestigio. Con lui, si parla sempre di Vieri Ceriani (Bankitalia), Paolo De Ioanna (già al ministero con Ciampi), Gianluigi Magri (ex senatore Udc), Marcello Messori (economista).
Sottosegretari, tra i nomi spunta Possa (ai Beni culturali)
I ministri del governo chiedono collaboratori tecnici per le diverse deleghe. Tra i nomini in pole ci sono personaggi come Mario Ciaccia, Tullio Fanelli, Rosario Priore e Vieri Ceriani. Alcuni ministri, come il ministro dellEconomia Tremonti, cercano di imporre i propri nomi. Il governo sta decidendo chi riceverà le deleghe e chi no. I nomi in pole per la delega alle Infrastrutture sono Mario Ciaccia e Tullio Fanelli. Per la delega alle Comunicazioni, ci sono Roberto Viola e Nicola DAngelo. Per la delega alla Giustizia, ci sono Rosario Priore e Giovanni Ferrara. Per la delega agli Interni, Francesco Storace attacca la candidatura di Angelo Rughetti.
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