Il restauro è stato effettuato da Lidia Cinelli interessati una cappella e due altari laterali CAPRAIA. Tornano a nuovo splendore, dopo un accurato e impegnativo restauro, alcune pitture murali nella chiesa di Santo Stefano a Capraia Fiorentina. In particolare, l'intervento ha riguardato le scene policrome della cappella del fonte battesimale e di due altari laterali risalenti al XVIII secolo. Soddisfatta la committenza, la parrocchia di Santo Stefano. Sotto la direzione tecnico artistica di Cristina Gnoni Mavarelli, funzionaria della Soprintendenza per i Beni architettonici, paesaggistici, artistici, storici ed etnoantropologici per le province di Firenze, Pistoia e Prato, ha affidato le complesse operazioni di salvataggio delle pitture a Lidia Cinelli, esperta restauratrice, e ha finanziato completamente l'opera. L'ambiente, oggetto dell'intervento di restauro, comprende la cappella del fonte battesimale, ricavata dal vano della torre campanaria, e i due altari laterali ai due lati dell'aula della chiesa. Nella cappella, sono raffigurati il Battesimo di Cristo in una scena e quello di San Filippo e Sant'Eunuco nell'altra, mentre sulla volta sono raffigurati due piccoli angeli. Negli altari laterali, sono rappresentati Santa Caterina e San Giuseppe falegname con Gesù Bambino. La pittura risale alla meta del XVIII secolo ed è stata eseguita con la tecnica del bianco di calce con finiture a calce su un intonaco ruvido, costituito da malta a calce e sabbia ben coesa e dal tono caldo. Dalle abrasioni dell'intonachino è stato possibile individuare la presenza di un disegno preparatorio diretto di colore rosso nelle scene del Fonte Battesimale, mentre le figure di Santa Caterina e di San Giuseppe presentano le caratteristiche incisioni da cartone. «La cappella del fonte battesimale - hanno affermato i restauratori - presentava in prevalenza delle forme di degrado legate a vecchie infiltrazioni e alle conseguenze dovute sia all'alterazione di vecchie integrazioni pittoriche che fenomeni associati alla presenza di materiali incompatibili come il cemento. Tra le cause principali delle alterazioni, come ad esempio estese macchie, vi sono infiltrazioni dall'alto di acque meteoriche e umidità di risalita con conseguente alta concentrazione di sali solubili». «Santa Caterina - hanno proseguito - presenta un intonaco pittorico coeso, ma con consistenti depositi di nerofumo e schizzi di cera. Gran parte del degrado è legato alla presenza di stuccature a cemento e alla caduta di piccole, ma numerose, porzioni d'intonaco dovute alla deflagrazione di un ordigno durante un bombardamento della seconda guerra mondiale che distrusse il tetto dell'edificio. Tali lacune sono state in parte integrate a calce e sabbia e presentano distacchi interstrato di modeste dimensioni. Anche il San Giuseppe presenta le medesime forme di degrado, ma in aggiunta si è riscontrata una diffusa perdita del colore. Da notare che i due santi sono tornati alla luce recentemente dopo aver rimosso i quadri che li coprivano. Dopo le operazioni di preconsolidamento con iniezioni di caseinato di ammonio, i restauratori hanno proceduto alla pulitura». L'operazione di pulitura ha interessato anche le superfici a stucco delle cornici delle pitture e di tutti gli elementi decorativi dei due altari laterali. La pulitura delle pitture della Cappella e delle scene dei due altari è stata differenziata in: pulitura ad acqua, tamponando la superficie per eliminare i depositi di nerofumo, e in pulitura con soluzione satura di ammonio carbonato. In accordo con la Direzione dei Lavori, sono state rimosse tutte le vecchie stuccature ritenute incoerenti per composizione materica (cemento o gesso), degradate o debordanti sull'originale. Ora, i due santi sono ben visibili in tutti i loro straordinari LA CHIESA Sulle fondamenta dell'antico castello di Capraia, sorge la Chiesa di Santo Stefano. L'edificio, il cui aspetto attuale risale alla ricostruzione avvenuta nel 1786 per ordine del vescovo giansenista pistoiese Scipione de' Ricci, esisteva già nel secolo XII. I documenti ricordano infatti una cappella di Capraia, riconosciuta al vescovo di Pistoia dalla bolla di Pasquale II del 1105 e dalle altre bolle pontificie del secolo XIII. Quindici anni prima, nel privilegio del 10 gennaio 1090 dello stesso Pasquale II, tra i vari "spedali" riconosciuti come sottoposti alla canonica di S. Zenone, è ricordato anche quello posto presso il castello di Capraia. La Chiesa fu ricostruita nel 1786 su progetto dell'architetto Stefano Ciardi.
Capraia. Tornano a splendere le pitture murali di Santo Stefano
La Chiesa di Santo Stefano a Capraia Fiorentina ha subito un restauro delle sue pitture murali. L'intervento è stato condotto da Lidia Cinelli, esperta restauratrice, sotto la direzione tecnico artistica di Cristina Gnoni Mavarelli. La cappella del fonte battesimale e i due altari laterali sono stati restaurati. Le pitture risalgono al XVIII secolo e sono state eseguite con la tecnica del bianco di calce. Il restauro ha riguardato le scene policrome della cappella del fonte battesimale e di due altari laterali. La cappella del fonte battesimale presentava forme di degrado legate a infiltrazioni e alterazioni di vecchie integrazioni pittoriche.
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