IN riferimento all'articolo uscito il 23 novembre per precisare che L'Associazione Nazionale Archeologi non chiede l'Ordine. L'85 degli archeologi italiani svolge la professione nella più totale deregolamentazione e il 72 con forme contrattuali atipiche tali che gli archeologi sono oggi tra i lavoratori più precari. Sono questi i motivi per cui si auspica il riconoscimento giuridico attraverso l'emendamento del Codice dei Beni Culturali, per cui esiste già il disegno di legge Madia, presentata alla Camera nel 2008, e il 28 giugno del 2011 in Senato dal sen. Andrea Marcucci. Nel quadro delle liberalizzazioni annunciate non si può volere l'Ordine o l'Albo ma l'ANA ritiene necessaria l'introduzione di forme di regolamentazione minima per le professioni culturali finora non regolamentate e non riconosciute. In assenza di ciò si rischia infatti di consegnare settori rilevanti di pubblico interesse, come l'archeologia, alla giungla del mercato. Ciò sarà possibile attraverso forme di certificazione pubblica abilitanti, come l'istituzione di un elenco nazionale, che rispondano a criteri di univocità, trasparenza, aggiornabilità periodica e automatica, apertura al mercato europeo. Ed è all'Europa che l'Associazione Nazionale Archeologi ha sempre guardato, dal 2005, anno della sua costituzione come associazione di categoria professionale secondo le direttive europee. Francia, Spagna e Portogallo hanno già riconosciuto la professione di archeologo: un passo imprescindibile per rafforzare quel sistema di tutela e di sviluppo del patrimonio culturale italiano definito dall'art. 9 della Costituzione.
Archeologi e Ordine
L'Associazione Nazionale Archeologi (ANA) non chiede l'Ordine per gli archeologi, ma auspica il riconoscimento giuridico attraverso l'emendamento del Codice dei Beni Culturali. L'ANA ritiene necessaria l'introduzione di forme di regolamentazione minima per le professioni culturali non regolamentate e non riconosciute. Ciò potrebbe avvenire attraverso forme di certificazione pubblica abilitanti, come un elenco nazionale, che rispondano a criteri di univocità, trasparenza e aggiornabilità. L'ANA ha sempre guardato all'Europa, e Francia, Spagna e Portogallo hanno già riconosciuto la professione di archeologo.
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