ISTIA D'OMBRONE. Dopo i reperti venuti alla luce nel pozzo scoperto sotto il Duomo e presentati in anteprima pochi giorni fa, il sottosuolo grossetano regala una nuova, inaspettata sorpresa. E stavolta lo fa in una delle piazze del centro storico di Istia d'Ombrone, dove da tempo sono in corso importanti lavori pubblici di rifacimento della pavimentazione e dei sottoservizi. Siamo tra piazza Felice Cavallotti e via di Mezzo. Qui le ruspe al lavoro nel cantiere stanno portando alla luce da qualche giorno ritrovamenti giudicati molto interessanti dagli addetti ai lavori. È tornato alla luce ad esempio splendidamente conservato il lastricato ottocentesco in pietra serena dell'antica via di Mezzo (lo stesso visibile in una foto degli anni Cinquanta e che gli anziani della frazione ancora ricordano), ma è stato trovato anche un pavimento in cotto perfettamente integro (databile tra Settecento e Ottocento) e significativi resti di un impianto urbano collocabile fra Tre e Quattrocento. Per quanto riguarda gli oggetti si tratta in prevalenza di vasellame e ceramiche del XIV secolo con fregi e decori considerati di pregio. Ma dalla terra sono saltate fuori anche due monete, sempre di epoca medievale. Tutto il materiale trovato viene portato via dal cantiere ogni giorno e depositato nell'ufficio cittadino della Soprintendenza per essere repertato, ripulito e studiato. Le operazioni di scavo e recupero vengono anche immortalate con foto e filmati e il materiale audiovisivo servirà a documentare tutte le fasi della scoperta anche in funzione della preparazione di un'adeguata cartellonistica che verrà installata a lavori conclusi. Le ruspe hanno anche individuato in via di Mezzo un locale ipogeo con copertura a volta sottostante al piano di calpestio di epoca medievale, ma non è chiaro ancora che funzione avesse questa struttura, anche se gli archeologi tendono a escludere che possa trattarsi di un ritrovamento interessante da un punto di vista storico. Del resto anche per la sua posizione in mezzo alla via una volta messo in sicurezza verrà ricoperto per proseguire i lavori. Ieri mattina sopralluogo congiunto sul posto da parte del Comune (presenti l'assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci e l'architetto Mauro Pollazzi), della Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana e della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici delle province di Siena e Grosseto. Con loro i tre archeologi dell'associazione "Progetto archeologico Alberese" Matteo Colombini, Elena Chirico e Alessandro Sebastiani, che si stanno occupando degli scavi e dei ritrovamenti. È lo stesso assessore Monaci a riferire, mentre accompagna i giornalisti sul cantiere, gli accordi presi con le Soprintendenze: «La priorità in questo momento è di completare lo scavo, sotto la supervisione degli archeologi, così da avere un quadro completo di tutto ciò che c'è sotto nel giro di un paio di settimane e nel frattempo studiamo come rimodulare il progetto in funzione di ciò che abbiamo trovato». In particolare si dovrà studiare una diversa collocazione delle fognature e si pensa alla possibilità di conservare alcune parti "a cielo aperto", come è successo nel caso del rifacimento di piazza del Sale. E su questo Monaci non esclude di convocare al termine degli scavi un'assemblea pubblica in cui ascoltare i pareri della gente sul futuro restyling di piazza Cavallotti alla luce delle inaspettate scoperte archeologiche. Di un passato lontanissimo, ma non solo. Dagli scavi infatti è emerso anche un poderoso osso ma, come ha detto un residente fugando ogni sospetto, «qui settant'anni fa c'era una macelleria».