Martellini: «Vogliamo ristrutturare cinta muraria, scalinata e interni» TALAMONE. Non è il caso di dire "non aprite quella porta" quando si parla della famosa e abbandonata fortezza di Talamone. Quello che sembrava infatti un luogo dimenticato dalle amministrazioni che si sono succedute negli anni, torna ora ad essere oggetto di discussione. Recuperate le chiavi del portone di ingresso dell'antica fortificazione medievale, si pensa adesso al modo di riaprirla e, di conseguenza, riqualificarla. Sono passati oramai trent'anni dall'ultima volta in cui qualcuno mise piede nel piccolo gioiello incastonato sulla collina, che affaccia su uno dei panorami più suggestivi della bassa maremma. Della sua posizione strategica dovevano essere ben consci anche i signori del territorio che si sono alternati nei secoli. Costruita dagli Aldobrandeschi, verso la metà del duecento, fu ceduta un secolo dopo ai Senesi, i quali eseguirono lavori di ampliamento, ristrutturazione e fortificazione dell'edificio fino alla seconda metà del quattrocento Dopo devastazioni piratesche, Talamone entrò a far parte dello stato dei Presidi e la sua Rocca, verso la fine del cinquecento, assunse l'aspetto attuale, grazie agli interventi degli Spagnoli. Chiusa negli anni Ottanta, dal 2001 è stata data in concessione al Comune di Orbetello che nel 2011 sta elaborando un piano per riportarla agli antichi splendori. L'assessore all'ambiente, residente e responsabile della frazione talamonese, manifesta un particolare interesse a rivalutare il monumento. «Stiamo cercando di ristrutturare la cinta muraria - spiega Walter Martellini - e vorremmo inserire in questi lavori anche la scalinata di accesso, ad oggi in condizioni degradate, e l'interno della fortezza». Proprio a questo riguardo è stato concordato un incontro, nella mattina del 29 novembre, con un responsabile della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Siena. «Cercheremo di realizzare un intervento compatibile con le risorse a disposizione -conclude- ma faremo del nostro meglio per restituire ai cittadini questa meraviglia, finora inutilizzata».