La svolta definitiva dopo la sentenza della Cassazione sul no al cantiere La Suprema Corte ha definito incompatibile il silos con il parco storico VENTANNI dopo il Comune si prepara ad archiviare definitivamente il progetto del parcheggio dellAcquasola. Ieri mattina la giunta ha deliberato di avviare il percorso di autotutela, con la revoca della concessione alla Sistema Parcheggi, datata 1990. Si avvia così verso la conclusione, grazie anche allaiuto dei giudici della Cassazione, una vicenda ventennale che ha profondamente diviso la città e anche i suoi amministratori. «Non posso che dire di esser contenta - spiega lassessore comunale ai Parchi Pinuccia Montanari - per altro è una proceduta che dobbiamo avviare anche come autotutela, perché se non lo facessimo dopo la sentenza della Cassazione, rischieremmo di essere noi in difetto». Chiamati a decidere sul sequestro del cantiere, deciso dalla procura a marzo, la settimana scorsa i magistrati della Suprema Corte hanno scritto nella motivazione che «lautosilos è incompatibile con il carattere storico del parco». Questa affermazione è stata ieri presa a base dalla giunta comunale per decidere di andare avanti sulla revoca della concessione. Il procedimento richiederà tempi ancora abbastanza lunghi, visto che la revoca presuppone anche la richiesta di un ulteriore parere della soprintendenza, che peraltro già in passato si era espressa a favore della conservazione del parco. E evidente che Tursi vuole ora procedere con i piedi di piombo anche per tutelarsi rispetto alle prevedibili richieste di indennizzo da parte della Sistema Parcheggi, titolare della concessione. Lanno scorso, quando il Comune aveva commissionato uno studio rispetto alle richieste danni alle quali si rischiava di andare incontro in caso di revoca della concessione, le ipotesi messe in campo andavano da un minimo di un milione di euro ad un massimo di sette milioni, a seconda se si prendevano in considerazione solo il rimborso delle spese realmente sostenute da parte della concessionaria o anche i mancati guadagni. Alla fine i tecnici avevano indicato come ipotesi più probabile quella che si aggirava sui quattro milioni di euro, una cifra comunque insostenibile per le casse del Comune. A quel punto lipotesi della revoca della concessione, che era quella sostenuta già da tempo dal sindaco, Marta Vincenzi, si era sostanzialmente arenata, in attesa di un pronunciamento dei magistrati, che potesse eventualmente minare alle fondamenta le eventuali richieste di danni da parte dei privati al Comune. La vicenda sembrava destinata a restare congelata ancora per anni, invece la svolta è arrivata grazie ai giudici. A marzo la procura aveva sequestrato il cantiere aperto dalla società concessionari,a per evitare il rischio della compromissione del parco storico, progettato dallarchitetto Barabino nel 1825. Poi la conferma è arrivata dalla Cassazione. E oggi la Vincenzi può togliersi qualche sassolino della scarpa quando posta su Twitter la sua contentezza per «poter decidere verso la tutela del parco storico», ricordando quanti le dicevano «Sindaco, sarà la sua Waterloo».
Genova. Acquasola, Tursi revoca la concessione
La Cassazione ha definito incompatibile il silos con il parco storico VENTANNI. Il Comune si prepara ad archiviare definitivamente il progetto del parcheggio dell'Acquasola. La giunta ha deliberato di avviare il percorso di autotutela, con la revoca della concessione alla Sistema Parcheggi. La sentenza della Cassazione ha scritto che il silos è incompatibile con il carattere storico del parco. Il procedimento richiederà tempi lunghi, visto che la revoca presuppone anche la richiesta di un ulteriore parere della soprintendenza. La revoca della concessione potrebbe comportare richieste di indennizzo da parte della Sistema Parcheggi.
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