La notizia arriva via email, poco dopo mezzo- giorno, ieri mattina. Mittente, l'ufficio relazioni esterne della Provincia, oggetto: «Conferenza stampa - La chiusura del Man». All'interno po- che righe che confermano la notizia, senza comunicarne i motivi: «Domani (oggi per chi legge, ndr), alle 10.30 nella sala giunta della Provincia di Nuoro il presidente Roberto Deriu, insieme all'assessore alla Cultura Gianfranca Logias, al presidente del Man Tonino Rocca e al direttore del Man Cristiana Collu terranno una conferenza stampa per parlare della chiusura del Museo Mandi Nuoro». Seguono consultazioni e sguardi stupiti fra i cronisti, poi una lettura più attenta del comunicato che però quello dice e nulla più, e cioè che il Man, il museo d'arte contemporanea della Provincia di Nuoro, chiude i battenti. Un'avvisaglia di un clima non ordinario attorno al museo del resto c'era stata, sempre ieri mattina, per un'altra email, questa volta da parte dell'ufficio stampa dello stesso Man, in cui si dava notizia che oggi pomeriggio (di sabato, dunque in un giorno di grande afflusso soprattutto alla luce della mostra in corso, dedicata a Henri Cartier-Bresson) il museo avrebbe chiuso alle 17 (sarà regolarmente aperto domani, e con ingresso gratuito in quanto ultima domenica del mese). Se ne saprà di più stamane, anche perché ieri coloro che condurranno la conferenza stampa non hanno potuto o voluto anticipare niente ai cronisti, o hanno tenuto spenti i cellulari. Ma rischia effettivamente di chiudere il museo d'arte contemporanea pie importante della Sardegna, un'istituzione che di anno in anno, dalla sua nascita nel1999 a oggi, si E guadagnata visibilità e riconoscimenti nazionali e internazionali? Insomma, in tempi di tagli ai bilanci visto che questa sembra essere la ragione sottintesa in una decisione che nessuno auspica, in città come, crediamo, altrove la Provincia di Nuoro rinuncia proprio al suo gioiello? Di ciò probabilmente parlerà oggi il presidente Roberto Deriu, o quantomeno sana questa l'eventualità che l'esponente del Partito democratico, politico di larga esperienza, democristiano quando aveva i calzoni corti e oggi bersaniano convinto, denuncerà all'opinione pubblica. Non È un mistero comunque che il museo stia affrontando un momento difficile, con tagli specie nell'ultimo anno che hanno riguardato settori vitali del museo come i laboratori, o il mancato rinnovo di convenzioni con professionisti di vari settori, dalla grafica alla fotografia, che hanno partecipato attivamente alla vita del museo guidato dalla direttrice Cristiana Collu, che lo ha seguito sin dall'esordio; ossia da quando un'istituzione che nelle intenzioni degli ideatori doveva essere una semplice pinacoteca provinciale è stata trasformata in un importante museo d'arte contemporanea, con un'ampia collezione d'arte sarda del Novecento. Ciò che oggi Deriu potrebbe far notare ammesso che la sua non sia solo un'abile mossa politica per superare un momento di crisi all'interno del centro-sinistra, molto incentrata sulla sua figura E che da sola la Provincia non può pie garantire lo standard attuale del museo (l'ente stanzia una somma attorno al milione e mezzo l'anno, cui si aggiungono i contributi per le singole mostre di altre istituzioni come per esempio la Regione sarda o la Fondazione Banco di Sardegna). Altro capitolo che potrebbe essere affrontato nell'incontro di stamane è l'impasse nella realizzazione della nuova ala del museo, in piazza Sebastiano Satta, a un centinaio di metri dall'attuale sede nella via intitolata sempre al poeta nuorese. storia recente la polemica a colpi di regolamenti e carte bollate che ha contrapposto Comune e Provincia sulle modifiche alla facciata di un edificio della piazza, progettata da Costantino Nivola, dove realizzare l'ingresso del museo. Divisio- ne che ha riguardato anche il mondo della cultura isolana, schierato in comitati pro o contro il progetto Man per piazza Satta. Com'È andata a finire? Ormai sembra certo che l'ingresso verra spostato da piazza Satta al retro dell'edificio, in via Angioy. Ma, a lavori ancora in corso, spunta la variante Deriu, e il rischio che l'istituzione culturale pie importante della citta chiuda i battenti.