Si apre il sipario sul grande misterioso, Giambattista Tiepolo, ma che poi sia lui la star di questa mostra su «Il Settecento veronese» (aperta fino al 9 aprile), è tutto da dimostrare, vista la concorrenza spietata che al veneziano fanno in questo percorso espositivo di grande fascino i colleghi veronesi, Cignaroli e Rotari in primis. Una concorrenza forte quanto, al tempo della presenza in città di Tiepolo, fu la chiusura a riccio degli artisti locali che snobbarono la sua lezione, continuando per la loro strada, quella di un saldo classicismo che si opponeva al prevalere delle vibrazioni cromatiche. Ma certo su Tiepolo si sono concentrate attese e aspettative, amplificate dalla triste sorte toccata al suo grande salone affrescato nel 1761 in palazzo Canossa con il «Trionfo di Ercole», unica altra testimonianza della sua presenza a Verona oltre a quella proveniente dalla distrutta chiesa di San Sebastiano. E qui si gioca il coup de theatre della mostra. Crollato in 5lmila frammenti e infinite briciole mai più purtroppo recuperabili sul finire della Seconda Guerra Mondiale, a distanza di più di sessant'anni si tenta nell'occasione di questa mostra, per la prima volta, un'impresa che ha dell'impossibile, quella del suo risarcimento. La via sperimentale passa per due strade: una è quella della ricomposizione fisica dei frammenti rimasti, impresa titanica, per la quale servirebbero anni, raccolti in casse e catalogati nel corso di questi due anni preparatori dalla Soprintendenza ai beni artistici di Verona. L'altra è quella della sua ricostruzione virtuale. Della prima, in mostra, c'è il risultato del lavoro certosino di quattro mesi, un metro quadro e mezzo (sui 120 totali del soffitto) di un puzzle lacunoso che restituisce frammenti di una magnifica figura femminile. Da esso si ottiene un «tattoo wall», una piccola ricomposizione integra L'altra spada è la ricostruzione virtuale su una tela in scala uno a due, un quarto del reale, insomma, a partire dalle foto in bianco e nero esistenti per dare un'idea di come fosse la meravigliosa ideazione tiepolesca. E come entrare nella stanza dei segreti che il passato si è portato via con sé. Entrambe le strade sono costose e difficoltose, ma rendono un po' di giustizia al torto che l'opera subì. E resteranno: «E stata siglata una convenzione con la Soprintendenza - rassicura Paola Marini, curatrice della mostra insieme a Fabrizio Magani e Andrea Tomezzoli - perché la ricostruzione virtuale del soffitto possa essere sistemata e conservata in un museo della città, probabilmente il Museo degli affreschi alla Tomba di Giulietta». Sarebbe bello - aggiunge Luca Caburlotto, Soprintendente ai beni artistici di Verona - che anche i frammenti ricomposti, seppur di proprietà della famiglia Canossa, potessero almeno per un periodo, restare visibili al pubblico, anche oltre la durata della mostra». Ma Tiepolo non è l'unica sorpresa di questa mostra, che raggiunge uno degli obiettivi principali per avere un reale valore scientifico: quello di riunire opere la cui visione permetta di comprendere la maestria e la storia di uno o più artisti e di un momento culturale nel suo insieme. Vedere insieme i dipinti di Cignaroli, quelli veronesi accanto a quelli che vengono dal Prado, da Vienna, da Budapest, da San Pietroburgo, da Venezia (il commovente capolavoro con la «Morte di Rachele», ultimo suo lavoro del 1770, che sintetizza quella sua capacità di unire classicismo e sentimento, come ha spiegato Paola Marini), dà il senso di una ricerca Così come vedere insieme i modelletti di Lorenzi, l'allievo veronese di Tiepolo, per palazzo Giusti, o vedere insieme quelle testine di fantasia di Rotari per la cui vivacità e bellezza era ricercato nelle corti d'Europa e di Russia. Una mostra che parla di una storia tutta veronese, che fu apprezzata nel mondo. Una storia dalla quale in qualche modo discendiamo. E bello saperlo.
VERONA - Il Settecento veronese. Si apre il sipario sul Tiepolo fra 150 capolavori scaligeri
La mostra "Il Settecento veronese" è aperta fino al 9 aprile e presenta opere di artisti veronesi, tra cui Giambattista Tiepolo. La mostra è stata organizzata per dimostrare la presenza di Tiepolo a Verona, ma la concorrenza con altri artisti veronesi come Cignaroli e Rotari è stata forte. La mostra presenta anche la ricostruzione virtuale di un affresco di Tiepolo distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, e la ricomposizione fisica dei frammenti rimasti. La mostra raggiunge uno degli obiettivi principali di avere un reale valore scientifico, riunendo opere di artisti veronesi e stranieri per comprendere la maestria e la storia di uno o più artisti e di un momento culturale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo