Da Pompei a Parigi. Si terrà sotto la Torre Eiffel il prossimo appuntamento decisivo per il futuro del sito archeologico più grande del mondo: presso la sede dell'Unesco martedì 29 novembre, verranno infatti firmate la convenzione tra l'agenzia delle Nazioni Unite e il ministero per i Beni culturali, e la Lettera di Intenti, per favorire gli investimenti nell'area archeologica vesuviana tra Regione Campania, Unione Industriali di Napoli e Associazione costruttori di Napoli (Acen). Dopo la firma, presso la sede dell'istituto Italiano di Cultura in Rue de Grenelle, il vice direttore generale Unesco Francesco Bandarin, l'ambasciatore Francesco Caruso, il presidente di Icomos Italia Maurizio Di Stefano, il presidente dell'Unione industriali di Napoli Paolo Graziano, il governatore della Regione Campania Stefano Caldoro e il presidente dell'Acen Rodolfo Girardi illustreranno i due documenti in una conferenza stampa. Dopo Bruxelles, che esattamente un mese fa ha dato il via libera ai 105 milioni di finanziamenti Poin, per il futuro degli Scavi, quella di Parigi - dove sono in corso l'Assemblea generale dell'Icomos e la mostra «Pompei l'arte di vivere» visitata ogni giorno al Museo Maillol da 2500 persone - rappresenta una tappa strategica per favorire gli investimenti privati nell'area archeologica. I soldi dell'Unione Europea, infatti, come ha sottolineato lo stesso commissario Johannes Hahn al termine della sua visita agli Scavi, serviranno a portare il sito fuori dall'emergenza, ma «non basteranno per vedere Pompei tornare al suo splendore», «serviranno anche gli interventi dei privati». L'Unesco, che a giugno aveva sanzionato il nostro Paese con un cartellino giallo proprio per le condizioni di Pompei e ha sospeso il suo giudizio fino al 2013, ha offerto all'Italia la sua collaborazione per svolgere il ruolo di«facilitator» non soltanto nei piani di intervento del ministero, ma anche per favorire progetti e bandi di gara ai quali si sono già detti disponibili gli investitori italiani e stranieri. La convenzione che il Mibac firmerà con l'Unesco, avrà la durata di nove mesi e costerà 140mila euro reperiti dal capitolo del bilancio ordinario del ministero. La Regione Campania ha invece già siglato un accordo con l'Unione industriali di Napoli per un piano di interventi intramoenia. Il programma ha l'obiettivo di rilanciare lo sviluppo economico dell'area vesuviana a partire dal ruolo di attrattore culturale dei siti archeologici, non soltanto Pompei, ma anche Ercolano, Torre del Greco, Castellammare, Boscoreale, Boscotrecase e Torre Annunziata. Gli imprenditori napoletani si sono detti da tempo pronti ed in attesa di un bando che permetta il piano di investimenti. In presenza di un piano di valorizzazione extramoenia, disponibili a finanziare restauri all'interno degli Scavi con 200 milioni di euro in dieci anni si sono detti anche i 2500 industriali stranieri riuniti nel consorzio francese dell'EPADESA presieduto da Joelle Ceccaldi. A Pompei, intanto, arriveranno non prima di gennaio 2012 le 22 unità promesse. II neoministro Roberto Ornaghi ha reso noto infatti che grazie alle disposizioni entrate in vigore con la legge di stabilità il ministero dei beni culturali potrà assumere dal 1 gennaio 2012 306 persone attingendo alle graduatorie degli idonei dei concorsi dell'ultimo quadriennio.