MILANO - CULTURA D'ECCELLENZA, arte contemporanea come polo di attrazione, un luogo dedicato al cinema, ma anche un museo per i bambini e una rete che leghi le periferie in un distretto. L'archistar Stefano Boeri progetta in grande, rivede il rapporto tra pubblico e privato (non solo sponsor, ma gestione vera e propria) vuole una Milano più aperta, globale e internazionale, pronta all'Expo. La rivoluzione targata Boeri parte da un'idea, anzi da dieci, che hanno un unico filo conduttore: ridare una identità precisa alle eccellenze, iniziando da palazzo Reale per finire alle periferie. E allora il museo delle Culture di Chipperfield dell'ex Ansaldo diventerà il Moma di Milano, un polo di arte contemporanea sotto la consulenza e la direzione artistica di un curatore del calibro di Francesco Bonami. Il Museo del Novecento raddoppierà. Se il problema dell'Arengario è l'accumulo di opere straordinarie in poco spazio, l'ipotesi di Boeri è quella di inglobare anche il secondo Arengario che sarà collegato da un passaggio sotterraneo o sopraelevato. «La prima iniziativa per valorizzare il patrimonio, spesso sconosciuto, della nostra città - ha spiegato l'assessore Boeri - sarà una a mostra dedicata al Bramantino. La vogliamo fare al Castello, come modo innovativo per raccontare al mondo il nostro straordinario patrimonio». Da Bramantino a Medardo Rosso, fino alla grande mostra su Leonardo nel 2015, per l'Expo. E Palazzo Reale sarà la sede delle mostre d'eccellenza, un po' come il Reina Sophia di Madrid o la Haus der Kunst di Monaco di Baviera. Nei progetti dell'archistar anche la moda trova finalmente casa a palazzo delle Scintille, nell'ex Fiera, dove la Scala fece il suo primo concerto dopo i bombardamenti. «Alla cultura della moda voglio dare forte attenzione - ha detto ancora Boeri - serve uno spazio aperto, generoso e capace di riassumere tutto l'iceberg sommerso, come quello del tessile. Sono convinto che il palazzo delle Scintille sia il luogo giusto». Bocciato, pare senza appello, il progetto del grande museo dell'arte contemporanea di Daniel Libeskind, all'interno dell'area City Life: «Al momento siamo in fase di studio ha detto Boeri con diplomazia. Esistono delle complicazioni legate allo spazio, alla bonifica e ai suoi costi di gestione». Parole esplicite che mettono in discussione, o forse in un angolo, un progetto già finanziato dalla giunta Moratti. SARÀ DEDICATO ai bambini invece, lo spazio della Rotonda della Besana come «polo di cultura, conoscenza, gioco e divertimento». Il polo della scienza, da pensare con Giulio Giorello, sarà collocato ai giardini di porta Venezia, tra il Planetario e il Museo delle Scienze Naturali. Infine il cinema. Il luogo di riferimento sarà il «Nuovo Orchidea», dopo lo spostamento dei fondi dallo Gnomo. La visione di Boeri prevede anche il rafforzamento delle reti di quartiere. In primis, le 24 biblioteche rionali (si pensa a un Museo del Novecento itinerante, con le librerie pronte a ospitare alcune opere), ma anche alle parrocchie, alle scuole, alle realtà associative e, soprattutto, ai teatri.