Boeri: dal Pac a Palazzo Reale unidentità a ogni luogo Si definisce anche il futuro del Museo del 900: "Ha il problema del poco spazio, la soluzione è estenderlo allaltro Arengario" Gli "hub tematici" disegnano la città: grandi eventi nella Sala delle Cariatidi, la Besana dedicata ai bambini, lArena ai concerti La cultura secondo Stefano Boeri. Lassessore ieri ha disegnato il futuro che verrà, parlando, a sei mesi dalle elezioni, delle dieci idee che saranno lasse portante del concetto di sviluppo del sistema culturale a Milano. Prima di tutto i luoghi, che dovranno avere una forte identità: basta con i pot pourri di mostre e rassegne diffuse in ogni spazio, basta con il ruolo di «affittacamere» del Comune, basta con la formula tradizionale e «anacronistica» dei privati come semplici sponsor. I grandi operatori privati dovranno «essere coinvolti subito nella progettazione, in un programma di media e lunga durata su luoghi stabili». Contemporaneamente è necessario «dare valore ai luoghi della cultura». Definendo, in modo preciso, le loro identità e funzioni. Ecco, quindi, Palazzo Reale «che deve tornare ad essere luogo per grandi mostre di eccellenza», con la Sala delle Cariatidi dedicata ai grandi eventi che diventa «agorà di voci ed opere», secondo la definizione dellassessore. La Rotonda della Besana è stata identificata come spazio culturale dedicato ai bambini, il Pac come kunsthalle destinata a «solo exhibition», esposizioni personali di artisti contemporanei, lavorando su gemellaggi internazionali con Francoforte (Portikus) e Londra (Serpentine Gallery). Lex Ansaldo diventa «hub del contemporaneo», un museo di arte dove, tuttavia, «discipline diverse si intrecciano», come ha spiegato Boeri che ha anche annunciato lingaggio del critico darte e curatore Francesco Bonami, incaricato di collaborare con il Comune «sulla direzione artistica del contemporaneo». Palazzo delle Scintille, nella ex zona Fiera (lex padiglione 3 ed ex Palazzetto dello Sport che nella precedente amministrazione era destinato a Museo dei bambini) si trasforma, invece, in «hub della moda», dedicato alla ricerca e alla cultura del fashion «ma anche alle sfilate: unidea che merita forte attenzione, e Citylife sta già dialogando in questo senso con il Comune». Su un altro progetto previsto al Portello, il Museo darte contemporanea firmato Libeskind, lassessore ha glissato. Poi, rispondendo a una precisa domanda, ha risposto che «il progetto è importante e di alta qualità, ma siamo in un momento di studio e di attesa. Stiamo valutando la fattibilità sul piano dei costi, sia di gestione del museo che di bonifica». «Hub del cinema» sarà invece il nuovo Orchidea: «Vogliamo che riapra e abbiamo trovato i soldi necessari - spiega Boeri - Speriamo diventi il nodo centrale di una rete tra gli operatori cinematografici». Si vuole, poi, rafforzare il ruolo dellArena civica come luogo per grandi concerti internazionali. Lamministrazione ha anche lintenzione di rivedere il Museo del 900, nel senso che «la sfida non è tanto il riordino delle collezioni, quanto lallargamento del museo stesso. I suoi problemi, di fatto, sono di spazio: la soluzione è lestensione allArengario 2, di proprietà del Comune, con un passaggio sotterraneo». Boeri ha poi aggiunto che ci sono idee e lavori in corso per la Fondazione Pomodoro, che verrà chiusa a fine anno dal suo creatore, lartista Arnaldo Pomodoro, per insostenibilità dei costi, e sulla quale il Comune potrebbe intervenire. Tra le altre idee, la creazione di «isole» dellarte e della scienza che tocchino le eccellenze milanesi, e di percorsi di cultura attraverso i luoghi di Bramantino - una mostra sul pittore sarà curata da Giovanni Agosti, ingaggiato anchegli come consulente da Boeri - di Medardo Rosso e di Leonardo. Quindi un riferimento ai «distretti culturali periferici», portando lesempio positivo di via Padova, e al grande investimento che si vuole fare sulle biblioteche rionali. «Saranno il perno di una offerta culturale diffusa» anche grazie al «museo migrante» (mostre nelle rionali realizzate con opere delle Civiche raccolte e del Museo del 900). E ancora un progetto: la «Consulta della città mondo», per mettere in moto un meccanismo che consenta a Milano di diventare «accessibile e a basso costo» per attirare giovani come succede, ad esempio, a Berlino.