La soprintendente: «L'Accademia sarà più grande degli Uffizi» VENEZIA. «In città ci sono circa una sessantina di cantieri, stiamo realizzando interventi di livello elevato». A illustrare nel dettaglio la situazione, in una città che anche sotto questo aspetto è unica al mondo, è stata la soprintendente Renata Codello, intervenuta ieri pomeriggio al convegno sulla sostenibilità del restauro del patrimonio architettonico organizzato da Permasteelisa e dalla Fondazione Favero Milan. Quello avviato in questi anni è un lavoro davvero imponente che rischia, però, di non essere compreso nella sua effettiva portata. «Quando saranno ultimati i lavori alle Gallerie dell'Accademia - ha aggiunto la Codello - l'area complessiva sarà più grande degli Uffizi. Per non parlare poi dell'isola di San Giorgio con la sua biblioteca ospita 300mila volumi. In questi anni abbiamo seguito progetti davvero impegnativi. Penso a quello che è stato fatto a Palazzo Grimani, che ospita lavori del Sansovino e del Palladio, ma anche ai restauri della Cittadella della giustizia, dell'Arsenale, della Biblioteca Marciana e dell'M9 a Mestre. Nei soffitti dell'Accademia, poi, c'è molto legno è come se ci fossero due boschi del Cansiglio». Non sempre è stato semplice arrivare al traguardo finale. «A Punta della Dogana - ha aggiunto la soprintendente - il rapporto con Ando non è stato facilissimo, ci siamo spesso scontrati. E in tante altre occasioni ci sono state complicazioni legate agli ascensori, alle scale e alla presenza dell'acqua alta». Sul fronte della sostenibilità la Favero Milan in questi decenni ha compiuto vari progressi. «Per ottenere la "sostenibilità certificata" - ha detto il presidente Maurizio Milan - ci sono controlli rigidissimi. Basti pensare che i dipendenti devono recarsi in cantiere in bicicletta, le emissioni devono essere ridotte al minimo così come i rifiuti». «Questa strada della sostenibilità spesso si incrocia con progettazioni sociali - ha aggiunto Davide Croff, presidente di Permasteelisa - il nuovo Guggenheim di Bilbao ha radicalmente cambiato il modo di vivere di quella città». Anche il sindaco ha voluto sottolineare l'alto livello qualitativo degli interventi. «Il restauro architettonico - ha spiegato Giorgio Orsoni - non è un fatto episodico, ma un processo che dura nel tempo. E questa città ha garantito grandi esperienze professionali a molti tecnici».