In provincia La Regione promuove quattro nuovi «ecomusei» La Giunta lombarda ha inserito nello speciale «elenco regionale» altri luoghi importanti da curare e valorizzare La «certificazione» garantisce visibilità e priorità nei finanziamenti Prevalle. Intende recuperare, conservare e valorizzare le testimonianze legate all'attività estrattiva e di lavorazione del marmo botticino, attività che hanno profondamente connotato il territorio e le comunità residenti. Tra gli obiettivi, quello di analizzare le trasformazioni sociali, economiche, culturali e ambientali storicamente vissute nel '900, di valorizzare l'altopiano di Cariadeghe e recuperare, in funzione ambientale, le cave dismesse. Corteno Golgi. L'Ecomuseo interessa il territorio dei comuni di Corteno Golgi, Edolo, Monno e Aprica. Si tratta di un'area montana di rilevante interesse ambientale (Passo del Mortirolo, 1852 metri), a cavallo tra l'alta Valtellina e l'alta Val Camonica. La sua caratteristica particolare è il tema della Resistenza in Mortirolo: nell'aprile del 1945, durante la Seconda guerra mondiale, fu teatro di due battaglie tra i partigiani e le truppe tedesche in ritirata verso la Germania. Tignale. L'Ecomuseo insiste sul territorio di Tignale e si contraddistingue per due diverse realtà territoriali di grande valenza naturalistica e paesaggistica. La riviera, con le sue caratteristiche climatiche e di vegetazione di impronta mediterranea, e l'entroterra montano che sfiora i 2000 metri di quota. Caratteristica particolare e caratterizzante dell'Ecomuseo è il tema delle limonaie, strutture architettoniche, testimonianze tangibili di un'epoca e di una civiltà. Bagolino. Il territorio ecomuseale corrisponde all'intera estensione territoriale di Bagolino, comprendendo anche la frazione Ponte Caffaro. Dominato dall'imponente corno del Blumone, il territorio è attraversato dal fiume Caffaro. Caratteristica peculiare del centro storico di Bagolino è la disposizione delle case, addossate una all'altra con portici, sottopassaggi, piccole terrazze, ballatoi, inferriate in ferro battuto, affreschi murali. Elementi del patrimonio di Bagolino sono il Carnevale, il Bagoss e il dialetto. Sei nuovi Ecomusei entrano a far parte dell'elenco regionale. E ben 4 sono bresciani. E' quanto ha deciso la Giunta lombarda, dando il via libera al terzo provvedimento di riconoscimento degli Ecomusei, dopo i primi due passaggi del 2008 e del 2009. Salgono così a 30 gli Ecomusei complessivamente riconosciuti dalla Regione Lombardia, dieci dei quali si trovano nella nostra provincia. L'Ecomuseo è definito come «l'istituzione culturale (costituita da Enti locali singoli o associati, associazioni, fondazioni) che assicura, su un territorio e con la partecipazione della popolazione, funzioni di ricerca, conservazione, valorizzazione del patrimonio paesaggistico e dell'insieme dei beni culturali, materiali e immateriali, che sono rappresentativi dell'ambiente e dei modi di vita che li si sono succeduti e che ne accompagnano lo sviluppo». Dei sei nuovi, come detto, quattro sono in provincia di Brescia (Ecomuseo del Sofficino a Prevalle, Ecomuseo della Resistenza a Corteno Golgi, le Limonaie del Garda Pra' de la Fam a Tignale, la Valle del Caffaro a Bagolino), uno in provincia di Sondrio (Ecomuseo della Bagnada a Lanzada) e uno in provincia di Mantova (Ecomuseo tra il Chiese il Tartaro e l'Osone: Terra dell'agro centuriato della Postumia, a Piubega). CON LO STESSO provvedimento approvato dalla Giunta, è stato riconfermato il riconoscimento ai 24 Ecomusei già inseriti nella lista regionale. A seguito di una verifica, queste realtà hanno infatti dimostrato di essere ancora in possesso dei requisiti minimi richiesti. «Con questo riconoscimento - ricorda l'assessore alla Cultura Massimo Buscemi - la Regione Lombardia si dimostra ancora una volta attenta alla valorizzazione del suo patrimonio. Ai nuovi Ecomusei accreditati garantiamo la possibilità di essere valorizzati anche attraverso le campagne di comunicazione regionali consentendo loro l'uso del marchio ufficiale. La "certificazione regionale" garantisce inoltre una priorità nei finanziamenti». «Questi luoghi - aggiunge Buscemi - sono la memoria della tradizione delle diverse comunità che hanno formato un popolo. Solo attraverso la loro valorizzazione e fruibilità ogni cittadino assume piena coscienza del proprio passato, delle proprie radici e della sua patria». Attualmente in tutto il mondo si contano 250 ecomusei (www.ecomusei.net). Sono sei gli Ecomusei della provincia di Brescia che hanno già ottenuto in passato il riconoscimento della Regione Lombardia e che, attualmente, hanno dimostrato di essere ancora in possesso dei requisiti minimi richiesti. Si tratta dell'ecomuseo Concarena-Montagna di Luce (Cerveno, Ono San Pietro, Malegno e Losine), di quello del Vaso Re e della Valle dei Magli (Bienno e Prestine), della Valle delle Cartiere di Toscolano Maderno, dell'ecomuseo di Valle Trompia «La Montagna e l'industria» (Gardone Valtrompia, nella cornice di Santa Maria degli Angeli), del Bosco degli Alberi del Pane (Ceto) e dell'Istituto culturale ecomuseo della Valvestino. IL CONCETTO di ecomuseo è stato introdotto negli anni Settanta in Francia e fa riferimento alle differenze con i musei tradizionali: al palazzo o all'immobile della classica struttura museale corrisponde il territorio, e alla collezione di opere d'arte corrisponde il patrimonio architettonico, paesaggistico, artistico, enogastronomico e folclorico.