Il sindaco: «Valutazione dei costi e dei criteri d'intervento per i nuovi impianti e la manutenzione» Quando ormai il verde pubblico urbano è stato distrutto, prima dalla irrefrenabile edificazione e ora dal punteruolo rosso per le palme, il Comune pone mano a «linee guida e regolamento del verde urbano»: uno «strumento a supporto della progettazione delle nuove aree verdi e della riqualificazione di quelle esistenti». A questo scopo ha firmato un accordo con gli ordini professionali degli agrotecnici, architetti, ingegneri, geometri, periti agrari e con il sindacato dei vivaisti del verde di Confcommercio. L'accordo, a giudizio del sindaco Roberto Visentin, dovrà consentire di «individuare i più moderni criteri di intervento sia per nuovi impianti che per manutenzione, salvaguardia e gestione del patrimonio verde della città, sia su strada che nelle aree verdi e nei parchi pubblici». Il presidente del Collegio degli agrotecnici, Giuseppe Russo, ribadisce a sua volta «l'importanza del verde cittadino». Si dovranno organizzare razionalmente i pochi esistenti e quelli che dovrebbero nascere, giardini pubblici e privati, parcheggi alberati e aiuole stradali sistemate a verde ornamentale, alberate stradali, orti urbani, incolti urbani, scarpate, siepi, eccetera. «A questi professionisti - sottolinea Russo - saranno richieste perizie tecniche preliminari a qualsiasi intervento, per una corretta progettazione che permetta di ottenere la migliore riuscita funzionale ed estetica del verde ottimizzando costi d'impianto e di manutenzione. Per raggiungere quest'obiettivo occorrerà privilegiare specie vegetali autoctone e naturalizzate, resistenti alle fitopatie e a bassa intensità di manutenzione, valutare opportunamente distanze e sesti d'impianto, applicare tutti gli accorgimenti per il risparmio idrico ed energetico e, più in generale, adottare soluzioni coerenti con l'ambiente e il paesaggio circostante. I tecnici saranno cooptati anche per potatura, capitozzatura, delimitazione delle aree, pareri su piante di particolare rilevanza specie ai margini o all'interno di cantieri. Attenzione verrà rivolta alla riqualificazione di strade esistenti, ai parchi interni o ai margini dei centro abitato». A questo punto l'attenzione torna sul punteruolo rosso, che sta falcidiando il patrimonio di palme. Gl'interventi previsti dalla Regione sono risultati finora inefficaci. «Sono ora allo studio - afferma ancora Russo - eventuali protocolli d'intesa tra il Comune, gli Ordini e Collegi professionali di agronomi, agrotecnici e periti agrari, la Provincia e la Soprintendenza ai beni culturali per proporre ulteriori interventi di controllo e di eradicazione del punteruolo rosso. Con il coinvolgimento dell'Azienda demaniale forestale». Nel frattempo non rimane che sperare, se ancora c'è speranza, che almeno qualche palma sopravviva.