Gli eventi sono due. Entrambi interessanti e prestigiosi. Peccato che si facciano lo sgambetto l'un l'altro. E' il caso del Salone europeo della Cultura che si apre venerdì fino al 27 novembre, alla sua prima edizione, e il XV Salone dei beni culturali. Due al prezzo di uno. Insomma, troppa grazia in tempi in cui la cultura è una "cenerentola". Imbarazzo degli organizzatori del Salone dei Beni culturali: «Stupiti di quanto sta accadendo» Manifestazioni simili nei contenuti. E il Comune non si sbilancia VENEZIA Forse il termine più indicato potrebbe essere quello di "concomitanza bizzarra". Di certo, per una città che si candida nel 2019 a Capitale europea della Cultura rischia di non essere un gran bel biglietto da visita. Come dire: tutti insieme appassionatamente (a parole) e ognuno per conto proprio (nei fatti). Tant'è. E ora, guarda un po', ci ritroviamo con due iniziative prestigiose, ma che - diciamo così - si fanno lo sgambetto l'un l'altra. Possibile? Certo. Così, da venerdì prossimo al 27 novembre, al Future Centre della Telecom, a San Salvador, ci sarà, organizzato da NordestEuropa, un "Salone europeo della Cultura 2011" (perchè il progetto intende essere quello di allestirlo ogni anno) dedicato a Parigi, mentre nel 2012 sarà rivolto a Berlino, con scrittori, giornalisti e studiosi di chiara fama; dall'altra - con presentazione ufficiale ieri mattina all'Istituto veneto di Scienze Lettere e Arti -, il XV Salone dei Beni culturali e del restauro che si terrà dal 1 al 3 dicembre, nei padiglioni della Venezia Terminal Passeggeri alla Marittima. Insomma, direbbero le agenzie di viaggio, un proverbiale "tutto esaurito". Tanta grazia, quindi. Ma in tempi di vacche magre (anche se di cultura c'è tanto bisogno) questa "sincronia" di eventi non appare stravagante per non dire eccentrica? Chissà. E pensare che dopo un anno di litigate Venezia e Jesolo si sono messe d'accordo recentemente per un "Salone nautico" unico. Gianni Gobbato, direttore del Salone dei Beni culturali e del restauro che ieri ha presentato la sua iniziativa, commenta con un tantino di imbarazzo: «A dir la verità sono rimasto anch'io un po' stupito di questa situazione. Mi pare che l'«altro» Salone si basi solo su sei eventi... Va detto anche che, per non perdere tempo, abbiamo subito cercato di metterci in contatto con gli organizzatori. Cercheremo di evitare commistioni in futuro. Di certo, ora siamo di fronte ad una vera e propria dispersione di energie». Punto. Gobbato, insieme al coordinatore scientifico, Giorgio Gianighian, e all'équipe di Venezia-Fiere e VenetoExhibitions che ha curato il Salone dei Beni Culturali andrà avanti per la sua strada con ben 128 aziende rappresentate e 54 tra eventi e convegni, con partecipazioni importanti come il Consiglio d'Europa, Ministero dei Beni Culturali, Fondazione Musei, le nazioni di Algeria, Libia-post Gheddafi, Cina, Giappone. Poi il direttore butta lì per evitare ulteriori imbarazzi: «Noi saremo presenti al loro Salone; loro hanno assicurato che verranno al nostro». Ecumenico. Una situazione non gradita nemmeno dall'assessore alle Attività culturali, Tiziana Agostini, che però ci tiene a prendere le distanze: «Non sono io ad aver deciso questa vicinanza di eventi. Di certo, voglio dire che Venezia merita rispetto e che certe iniziative dovrebbero essere concordate...». E allora che si fa? Niente, ovviamente. Ognuno rimarrà sul suo. Ma in mezzo, di certo, non ci fa una bella figura la tanto annunciata "programmazione culturale". «L'Amministrazione - ribatte Agostini - ha negli obiettivi quello di fare della cultura uno dei suoi principali strumenti di rilancio del territorio. E per questo nell'ambito del Salone dei Beni culturali presenteremo gli ultimi dati su turismo e eventi culturali della città». Netta scelta di campo in favore del Salone dei Beni Culturali? Staremo a vedere. Infine una domanda agli organizzatori, invece, del "Salone europeo della cultura" (quello al Future Centre, per intenderci): perchè siamo costretti ad abitare - come si dice nella presentazione - nella Venice Region? Non era meglio dire Nordest o Tre Venezie? Ma forse sono termini demodé. Sipario.