Adesso che in Laguna le acque sono tornate calme anche davanti ai palazzi della Biennale dopo la rinuncia di Giorgio Malgara a fungere da candidato dell'ultima ora (berlusconiana) alla presidenza della più internazionale fra le manifestazioni culturali italiane, si può, anzi si deve, tornare a ragionare di essa in modo sereno e propositivo. Un dato positivo è stato fatto emergere da quella improvvida candidatura: le 4.363 firme di ogni Paese e di ogni ceto in calce all'appello per la riconferma dell'uscente Paolo Baratta. Esse hanno ribadito il legame col mondo di questa istituzione più che secolare. Ma hanno pure rinforzato il rapporto culturale e affettivo che si è creato fra la Biennale la città di Venezia pur indebolita nei decenni dall'emigrazione sulla terraferma, e l'intero Veneto pur così differente e a volte campanilistico al proprio interno. Partendo da questi elementi la rappresentanza politica comunale e quella regionale possono fornire al neo-ministro Lorenzo Ornaghi alcuni dati oggettivi di valutazione per scegliere la guida migliore e chiedere su di essa un motivato parere consultivo alle commissioni Cultura della Camera e Istruzione del Senato. Come ho sottolineato in un altro articolo, il ruolo, in particolare, del Comune di Venezia è sempre stato importante. Infatti, nacque nel lontano 1895, l'idea di una Biennale d'Arte ad opera di un sindaco intellettuale come il laico-progressista Riccardo Selvatico. L'edizione n. 54 ha segnato, va detto, alcuni record. I visitatori, oltre 400mila ( 15 ) con un pubblico per quasi un terzo composto da giovani. L'autofinanziamento, giunto alla vetta del novanta per cento su un budget di 13 milioni, con un boom di entrate proprie e di sponsor. Le partecipazioni nazionali: 88 contro le 77 del 2009. E così via. Molti pure gli interventi di riqualificazione realizzati dai tecnici della Biennale stessa: dalla Nuova Biblioteca dell'importantissimo Archivio Storico ai Giardini alla sede di Ca' Giustinian porta aperta sulla città storica, al Padiglione Centrale ai Giardini coi nuovi Bookshop, Sala didattica e Caffetteria d'artista (Tobias Rehberger), al Nuovo Padiglione Italia all'Arsenale avendo triplicato la superficie espositiva, al Giardino delle Vergini col nuovo Ponte dei Pensieri connesso alla città alla Sala d'Armi dell'Arsenale, al restauro della Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido. Naturalmente vi sono ancora tante cose da completare e altre da avviare. Ma soprattutto c'è una macchina complessa che uno staff prevalentemente giovane ha saputo far camminare con passione e competenza. Una macchina che non può venire inceppata - come invece ha rischiato - dalla politica nella sua versione peggiore e che non può nemmeno esserne troppo rallentata. A livello internazionale la programmazione è divenuta sempre più anticipata in tutte le istituzioni che abbiano un vero respiro innovativo, che non siano cioè rassegne commerciali legate alla produzione del momento. Ho avuto la fortuna di vedere la mia prima Biennale d'Arte nel lontano 1952 quando avevo 16 anni e un padre severo ma liberale acconsentì che, per la prima volta, andassi via da solo alcuni giorni, da Ferrara presi il treno per Venezia dormendo all'Ostello della Gioventù alla Giudecca (200 lire a notte). Rodolfo Pallucchini, che reggeva le fila della Biennale, accostò quell'anno il "pointillisme" francese (Pissarro, Seurat, Signac) al nostro divisionismo (Pellizza da Volpedo, Previati, Segantini), mentre l'Ala Napoleonica ospitava la prima formidabile mostra di stampe e disegni di Toulouse-Lautrec. Come non voler bene alla Biennale di Venezia, ministro Ornaghi?
Biennale. Il ministro e la scelta migliore
La Biennale d'Arte di Venezia è tornata a essere una manifestazione culturale importante dopo la rinuncia di Giorgio Malgara alla presidenza. Le firme raccolte per la riconferma di Paolo Baratta hanno ribadito il legame con il mondo della Biennale e il rapporto culturale con la città di Venezia e il Veneto. La rappresentanza politica comunale e regionale può fornire dati oggettivi per valutare la guida della Biennale e chiedere un parere consultivo alle commissioni Cultura della Camera e Istruzione del Senato. Il ruolo del Comune di Venezia è stato importante nella nascita e nel successo della Biennale. L'edizione n.
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