Tre giorni di incontri sullo sfondo della candidatura del Nord-est a Capitale europea 2019 Il primo confronto dedicato alla città francese su parallelismi e differenze legati allo sviluppo Il debutto di Ornaghi. L'attesa «prima uscita» del neoministro per i Beni culturali sarà un dialogo con la linguista e psicoanalista Julia Kristeva su «Religiosità e laicità dell'Europa» Punto di partenza Non è più pensabile un'espansione economica priva di una robusta quota di inventiva intellettuale alimentata da una solida cultura "Fino a non molto tempo fa, Venezia aveva un atteggiamento da bella addormentata nel bosco, sempre in attesa del principe azzurro: la legge speciale, o i soldi dei sostenitori americani. Ma adesso, dopo la fine del comunismo e con la nascita di una "nuova Europa", Venezia ha ritrovato una sua centralità geopolitica e il suo ruolo di baricentro. Insomma, Venezia è tornata capitale, per di più dell'area più ricca d'Italia. E da vera capitale si confronta con altre capitali, con una ben diversa prospettiva socio-economica rispetto al passato...» Cesare De Michelis, presidente e anima della Marsilio Editori, riassume così il senso e l'itinerario di «VeneziaParis - Dialoghi tra cultura e mercato», promossi dal mensile Nordesteuropa.it e dal Corriere della Sera (in collaborazione con Telecom Italia, UniCredit e Porsche Italia, anche la Marsilio Editori appare tra i sostenitori) e che si apriranno a Venezia domani, venerdì 25 novembre, alle 15.30 nel Telecom Italia Future Center in Campo San Salvador. Sullo sfondo c'è la candidatura di Venezia e della Venice Region al ruolo di Capitale europea della cultura 2019 e così il Salone europeo della cultura di Venezia ha deciso di organizzare, con cadenza annuale, una serie di confronti con le grandi capitali europee per mettere a fuoco parallelismi e differenze ma anche per approfondire i temi legati allo sviluppo culturale e insieme economico dell'Europa. Di qui il richiamo a un dialogo tra cultura e mercato, che vuole puntare ai meccanismi di produzione della contemporaneità, sempre più legati agli stili di vita (moda, arredamento e quindi design, turismo, offerte museali, artigianato, innovazioni tecnico-scientifiche, rielaborazioni filosofiche e letterarie, l'audiovisivo e si potrebbe continuare). Quindi i tre giorni di appuntamenti veneziani partono dal presupposto che non può più esistere, nel secondo decennio del nuovo millennio, un'espansione economica priva di una robusta quota di inventiva intellettuale necessariamente alimentata da una solida cultura. E il confronto con Parigi potrà rivelarsi molto fecondo. Domani si comincia alle 16.45 (dopo i saluti istituzionali, il primo affidato a Filiberto Zovico, editore di Nordesteuropa.it) con «Promozione dei beni e delle produzioni culturali. Il ruolo dell'Università», un confronto tra Sylvie Fauchex, rettore dell'Université de Versailles Saint-Quentin-en-Yvelines e Carlo Carraro, rettore dell'Università Ca' Foscari di Venezia e, a seguire, «Le sfide attuali del diritto internazionale, quale ruolo per l'Unione Europea?» con l'introduzione di Fabrizio Marrella (Ca' Foscari e EIUC) con un intervento di Dominique Carreau, professore emerito all'Université de Paris I Panthéon Sorbonne. In serata «Industria culturale: produzione di ricchezza, produzione di cultura» con l'introduzione di Gian Mario Villalta, direttore artistico di Pordenonelegge.it e gli interventi di Cesare De Michelis e Manuel Carcassonne, direttore generale di Grasset Fasquelle, modera Marina Valensise de «Il Foglio». Il sabato alle 9.30, con l'introduzione di Guido Guerzoni dell'Università Bocconi, dibattito su «Il recupero del patrimonio delle città d'arte, strategie tra pubblico e privato» tra Sandrine Mini, addetta culturale dell'Ambasciata di Francia in Italia, e Davide Rampello, presidente della Triennale di Milano. Alle 11.30 l'attesa «prima uscita» del neoministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi che dialogherà con la linguista e psicoanalista Julia Kristeva su «Religiosità e laicità dell'Europa (modera Roberto Righetto di «Avvenire», introduzione di monsignor Roberto Tommasi, presidente del Festival Biblico). Il sabato si concluderà con «Il lusso italiano parlerà solo francese?», confronto tra Riccardo Illy, presidente del gruppo Illy, e Concetta Lanciaux del Lvmh Group, e con «Il cinema europeo tra sfide e opportunità», con lo scrittore e sceneggiatore Vincenzo Cerami e il regista e scrittore Philippe Claudel. Infine domenica si parlerà di culture culinarie a confronto (Arrigo Cipriani dell'Harry's Bar e Philippe Leveillé chef a «Miramonti l'altro») e si chiuderà con la proiezione del film «Sei Venezia» di Carlo Mazzacurati, presentata da Irene Bignardi. Come ha osservato giorni fa Sandro G. Franchini, direttore dell'Istituto Veneto di Scienze, lettere ed arti, d'Europa delle tante capitali fa fatica a trovare un centro, un punto di riferimento che le ridia slancio». E il dialogo Venezia-Parigi, due città chiave della vicenda europea, può servire proprio a ritrovare quel vigore. La guida Si apre domani a Venezia il Salone europeo della cultura, che vede la presenza di importanti relatori del mondo della cultura, delle attività produttive e delle istituzioni. Si svolge al Telecom Italia Future Center (San Marco, 4826, Campo San Salvador), fino al 27 novembre. La partecipazione ai convegni è gratuita, previa registrazione sul sito www.venezia2019.eu, dove è anche possibile scaricare il programma completo con gli orari e l'elenco degli interventi La sfida Il territorio del Nord-est si candida, con Venezia come «capoluogo», a diventare Capitale europea della cultura 2019. Un'area metropolitana che è e sarà area d'eccellenza grazie alla ricchezza di tradizioni, di vita culturale e al tessuto di imprese. Le concorrenti sono molteplici: da Siena a Ravenna, da Bari a Bergamo. La designazione è prevista nel 2014. Informazioni sul sito www.nordest2019.eu
Venezia Parigi. Dialoghi europei. Cultura e mercato insieme per produrre il futuro
Il Salone europeo della cultura di Venezia si apre domani, venerdì 25 novembre, alle 15.30 nel Telecom Italia Future Center in Campo San Salvador. Il salone è promosso dal mensile Nordesteuropa.it e dal Corriere della Sera, in collaborazione con Telecom Italia, UniCredit e Porsche Italia. Il tema del salone è "Dialoghi tra cultura e mercato" e si aprirà con un confronto tra Venezia e Parigi. I tre giorni di appuntamenti veneziani partono dal presupposto che non può più esistere un'espansione economica priva di una robusta quota di inventiva intellettuale necessariamente alimentata da una solida cultura. Il salone sarà aperto al pubblico e la partecipazione ai convegni è gratuita, previa registrazione sul sito www.venezia2019.
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