Nessuno si era accorto che le travi stavano marcendo Quella del Teatro Guglielmi di Massa potrebbe essere una storia degna del miglior teatro dell'assurdo. Lo storico edificio, infatti, nel 2004 è stato sottoposto a una grande opera di restauro costata circa 1,6 milioni di euro. Per un anno e mezzo, i lavori si sono infatti conclusi alla fine del 2005, il teatro è stato rivoltato come un calzino. E' stata rifatta la pavimentazione dei camerini, messa a norma l'intera struttura dal punto di vista della sicurezza e delle norme antincendio, e nel 2005 il teatro Guglielmi è stato inaugurato in pompa magna. Peccato, però, che a nessuno sia venuto in mente che era il caso di dare un'occhiata anche al tetto prima di pensare ai camerini. A giugno del 2010, infatti, ecco il colpo di scena: viene notata una crepa nell'intonaco dei loggioni, si effettua un sopralluogo e ci si accorge che sta per cedere una delle grandi travi che sorregge il tetto. Bloccata immediatamente la stagione teatrale, si stanziano 300mila euro per i lavori di somma urgenza, in modo da poter assicurare al teatro lo svolgimento della stagione 2010-2011 e mettere in calendario la conclusione dei lavori l'estate successiva. Che il problema non fosse uno scherzo lo dimostra il fatto che a cedere era una trave di quattordici metri che sorregge il tetto. Possibile, ci si chiese un anno e mezzo fa, che nessuno si fosse reso conto che quella trave stava marcendo? Possibile, anche se il fatto che fosse ricoperta con una vernice ignifuga non è una scusa sufficiente. Finito qui? Magari! Passa qualche mese e ci si rende conto che a cedere potrebbero essere non una, ma tutte le capriate che sostengono il tetto. Nuovi controlli hanno infatti evidenziato che tutte e sette le capriate, lunghe venti metri e alte tre, stanno marcendo, a causa delle decennali infiltrazioni d'acqua che stanno riducendo il legno alla consistenza del cartone. Quindi, dopo aver speso complessivamente quasi due milioni di euro per rimettere a norma l'edificio, costruito nel 1886, si scopre che ci vorranno non-si-sa-quanti soldi e non-si-sa-quanto tempo per poterlo riaprire. Il risultato è che la stagione, che ogni anno raccoglie qualcosa come 15mila spettatori, viene cancellata con un tratto di penna, anche se si cerca di recuperare qualche spettacolo in un altro teatro cittadino. E tutt'ora, le porte del teatro Guglielmi sono sbarrate. A settembre del 2010 parte dunque la corsa per trovare i finanziamenti, per affidare il progetto e mettere a punto un appalto che prevede lavori molto impegnativi anche dal punto di vista tecnico. Non solo perché per effettuare un intervento del genere occorre rispettare le prescrizioni della Soprintendenza che, ovviamente, deve tutelare lo storico edificio. Le capriate, infatti, sono collegate a travi del peso di 800 chili che possono essere spostate solo grazie a delle imponenti gru. Anche trovare il legno adatto per ricostruire le capriate è un problema, dato che va reperito in Valtellina. Per arrivare alla sospirata riapertura, la giunta di Massa ha trovato un altro milione di euro (e in tutto fanno tre), ma la parola fine sembra un miraggio, dato che, racconta il sindaco Pucci, «una volta trovati i soldi è stata approvata una legge che impone anche per gli edifici storici l'effettuazione della verifica sismica preventiva. A questo punto, speriamo di riaprire prima della fine del 2012». C'è da dire che Massa sembra affetta da un vero e proprio virus. Oltre al teatro è chiusa la piscina comunale e anche il centro congressi a Marina ha i suoi problemi visto che apre e chiude, mentre per il palazzetto dello sport la giunta non sa cosa fare: o si ricostruisce il tetto o si affida la costruzione di un nuovo impianto con un project financing.