LIDO. «L'autorizzazione paesaggistica è implicita nelle procedure adottate, la Soprintendenza è stata coinvolta nella redazione dei progetti per la costruzione del pontile di Lido». Nuova puntata del processo sul pontile e sui project financing del comune di Camaiore. Ieri in Tribunale a Viareggio il giudice Gerardo Boragine ha raccolto la testimonianza del professore di diritto dell'università di Firenze Mario Chiti, consulente tecnico di parte incaricato dalla ditta Varia. In aula il professore - invitato dall'avvocato lucchese che rappresenta la ditta Varia Lodovica Giorgi - ha sostenuto che la procedura adottata e finita nel mirino della magistratura (a occuparsi delle indagini è il Pm Antonio Mariotti) ha rispettato tutte le norme in materia di tutela ambientale. Nell'ultima udienza l'architetto Glauco Borella della Sovrintendenza di Lucca e Massa Carrara aveva affermato che l'ente da lui rappresentato non ha mai dato il suo ok. Secondo la difesa della ditta Varia sarebbe stata già sufficiente la documentazione inviata dopo la Conferenza dei servizi. Sotto accusa nel filone viareggino del processo sono l'imprenditore edile Stefano Varia (legale rappresentante della Project pontile), il dirigente comunale Claudio Castellacci, che seguì la realizzazione, e il direttore dei lavori Livio Radini. La prossima udienza, in cui è previsto un confronto finale tra le parti e che potrebbe portare a una sentenza, è stata fissata dal giudice Boragine per il 25 febbraio.