Il cda ha deciso: a fine legislatura tutto tornerà come prima Il suo mandato scade nel 2014- Nel frattempo non percepirà né lo stipendio da prof né lindennità Il rettore della Cattolica e neoministro ai Beni culturali Lorenzo Ornaghi va in aspettativa, ma non lascia la poltrona più alta di largo Gemelli. La notizia - già nellaria da qualche giorno - arriva dopo una lunga riunione del consiglio damministrazione dellateneo (alla quale Ornaghi non era presente) che ha sancito il nuovo corso "a scadenza" in Cattolica. I poteri passano adesso, in via temporanea, al prorettore vicario Franco Anelli (professore ordinario di Diritto civile alla facoltà di Giurisprudenza) che gestirà le incombenze delluniversità per tutta la durata del mandato ministeriale di Ornaghi. Il quale, nel frattempo, non percepirà né lo stipendio da professore né lindennità da rettore. Una volta completata la legislatura, poi, tutto tornerà come prima della nomina. Il ministro ha così deciso di garantirsi la possibilità di tornare al vertice di una delle più prestigiose università private dItalia. Sulle motivazioni della scelta, basta farsi due conti: tre anni separano ancora Ornaghi dalla conclusione del suo incarico da rettore (è stato eletto per la terza e ultima volta nel novembre 2010 e il mandato dura quattro anni) mentre il periodo massimo di durata del governo Monti non supererà, nella migliore delle ipotesi, la primavera del 2013. Le leggi nazionali parlano di incompatibilità, ma fino a un certo punto. Secondo un decreto del presidente della Repubblica (il numero 382 del 1980) i professori ordinari che vengono nominati ministri o parlamentari hanno lobbligo di mettersi in aspettativa obbligatoria «per la durata della carica del mandato o dellufficio». Questo, però, non comporta automaticamente le dimissioni dal ruolo di rettore. Laltro regolamento che interviene è quello degli statuti delle singole università. Ma, in Cattolica, neppure fra le regole previste dallo statuto di ateneo ci sono particolari vincoli. Le "leggi" di largo Gemelli, infatti, prevedono soltanto che il rettore, qualora sia costretto ad abbandonare la sua carica, sia sostituito dal prorettore vicario (cosa che di fatto è avvenuta). Nulla vieta, tuttavia, che possa rientrare ad aspettativa finita. In Italia cè un caso simile, quello del neoministro Francesco Profumo, ex rettore del Politecnico di Torino, che ha avuto però esiti diversi. Lattuale titolare dellIstruzione è stato infatti costretto, in base alle regole dello statuto universitario torinese, ad abbandonare la poltrona di rettore. E il prorettore salito al vertice dellateneo ha già fatto partire la macchina per le nuove elezioni. Ma in largo Gemelli nessuno sembra preoccuparsi granché. Anzi. La possibilità che Ornaghi torni a dirigere luniversità nel 2013 è unevenienza che al momento è vista con favore da molti. Il neoministro gode infatti di un consenso bulgaro tra docenti e ricercatori, prova ne è anche la larghissima maggioranza di voti ottenuta alle ultime elezioni quando sconfisse lavversaria Ombretta Fumagalli Carulli. In quelloccasione Ornaghi era stato designato da 12 facoltà su 14: tutte tranne Giurisprudenza di Milano e Medicina di Roma. «La sua figura - spiegano i ben informati - è un ottimo compromesso per le due anime che hanno un grande potere in Cattolica, ovvero Comunione e liberazione e Azione cattolica». Un consenso blindato, quindi: la cui durata dipenderà, però, anche dallefficacia dellazione da ministro.