I progetti ambiziosi di Costanza Messina, giovane vicesindaco, che lavora sulla costituzione di un polo museale Giovane, alta ed esile come un fuscello ma forte e determinata come una quercia, una laurea in legge conseguita alla Luiss di Roma: è Costanza Messina, a soli 32 anni, vicesindaco di Noto ed assessora con deleghe alla cultura, Pubblica istruzione e Università. Al suo attivo c'è l'ideazione del fortunato «Festival del paesaggio» arrivato alla nona edizione, che fa arrivare nella città barocca ogni anno personalità del mondo dell'arte, della politica, della cultura di valenza nazionale ed internazionale. Unica donna della giunta Bonfanti, Costanza Messina del Fli è entrata in amministrazione prima del fatidico primo gennaio 2012 quando per legge l'altra metà del cielo dovrà essere rappresentata nelle giunte, pena lo scioglimento. La neo assessora ha fatto il suo ingresso a Palazzo Ducezio con un bagaglio di idee innovative che potrebbero fare la differenza, e con grande volontà di impegnarsi per contribuire a far sì che Noto, oggi città della cultura solo sulla carta, possa diventarlo anche nei fatti. Le donne confidano molto sulla sua caparbietà e voglia di fare che potrebbe regalare davvero tanto a questa città. «Ancora è troppo presto» - si schermisce l'assessora, aggiungendo di stare guardandosi intorno con attenzione come del resto ha sempre fatto nei riguardi di Noto, ma oggi con un senso di responsabilità maggiore. Ciò detto però, chiarisce subito a scanso di equivoci, di sapere le cose da fare e il taglio da dare all'azione amministrativa e politica riguardante le politiche culturali per la città ma anche le deleghe alla pubblica istruzione e università che, aggiunge, «penso vadano insieme anche rispetto alle deleghe degli altri assessori, in un dialogo aperto col sindaco e la giunta». Ma bastano belle idee e una buona linea politica per portare a casa risultati significativi? L'assessora scuote la testa, sorridendo. «Purtroppo no. Io penso che si debba partire conoscendo bene lo stato degli uffici e quali siano le urgenze da affrontare. Farò di tutto per condividere le mie idee col gruppo che mi sostiene, con tutti i cittadini ma prima di tutto col sindaco e con l'amministrazione. Dare risposte urgenti - aggiunge- significa affrontare le vicende in maniera molto seria, inquadrando l'urgente di oggi in un'ottica progettuale di lungo periodo e rispondendo dunque da subito con un disegno ben chiaro». Il grande disegno di Costanza Messina è la costituzione di un polo museale cittadino in cui la realtà culturale di Noto non sia basata soltanto sul barocco e sull'organizzazione di un passato, pur di grandissima importanza e da valorizzare, ma debba puntare su Noto Capitale della cultura, dunque realtà vivente, passando attraverso le attività culturali, le associazioni, gli artisti, i musei, le biblioteche, le università e tant'altro che si possa mettere in campo, con ordine ed intenzioni chiare sul disegno di marcia. Dunque un polo museale cittadino che preveda uno spazio per l'arte contemporanea e il design come si era cominciato a fare nell'ex Complesso dei Gesuiti «e come si può ancora fare dedicandolo interamente all'Arte contemporanea legata al territorio, al Val di Noto ma anche alle eccellenze internazionali». Un polo museale con il suo museo civico finalmente fruibile, la sezione archeologica la cui apertura è attesa da un decennio e che rappresenta per l'assessora un grande obiettivo da raggiungere, a ciò si aggiunge l'idea regionale di fare un museo del barocco nei locali dell'ex Caserma Cassonello ma che potrebbe essere ampliato col museo dell'architettura, del Sud est, del Val di Noto. «Tutto parte dalla ricostruzione tardo barocca del 1693 però- rileva Messina - non c'è un museo che enunci questa storia da raccontare non solo ai turisti ma anche ai cittadini di oggi». In poche parole, non si tratta di un progetto culturale tout court ma di un vero e proprio «sistema cultura» su cui lavorare. «Il sistema cultura non solo non può essere circoscritto al barocco o alle attività culturali ma deve tenere conto di un bagaglio culturale, integrato e completo riguardante la parte materiale ed immateriale, costituita dalle tradizioni perché in città come Noto la memoria va sicuramente custodita». Quanto agli obiettivi: «Chiederò l'immediata restituzione di alcuni beni di proprietà comunale, a cominciare da quelli del patrimonio enogastronomico legato alla Cantina sperimentale e all'Istituto regionale della vite e del vino, chiederò inoltre la restituzione dei beni del patrimonio archeologico del nostro museo, rimasti in deposito nei musei siracusani. Lo stesso farò per i quadri e le opere d'arte, fuori per restauro. Contestualmente bisognerà far sì che i tantissimi contenitori oggi chiusi siano messi a disposizione della città». Nel lungo periodo gli obiettivi di Costanza Messina sono più ambiziosi e mettono insieme tutte le politiche culturali che passano dalla formazione di una cultura civica di base, dall'ampliamento della sensibilità nei riguardi della propria identità culturale non solo come cittadini ma anche come popolo, attivando percorsi di affezione territoriale, per finire con la costituzione di un polo d'eccellenza legato ai poli dell'università, del patrimonio enogastronomico, naturalistico, archeologico, architettonico. «Sono tante le cose che si possono fare».